Roma, 27 ottobre 2026
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Femminicidio Federica Torzullo, al via oggi il processo: Carlomagno in aula. Familiari e associazioni parti civili

Prima udienza davanti alla Corte d'assise per l'uccisione della 41enne ad Anguillara Sabazia. L'imputato, che ha confessato il delitto, è accusato di femminicidio aggravato, occultamento e vilipendio di cadavere. Tra le associazioni che hanno chiesto di costituirsi parte civile anche Differenza Donna

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Femminicidio Federica Torzullo, al via oggi il processo: Carlomagno in aula. Familiari e associazioni parti civili

È iniziato oggi davanti alla prima Corte d'assise di Roma il processo per il femminicidio di Federica Torzullo, la donna di 41 anni uccisa ad Anguillara Sabazia nel gennaio 2026. Presente in aula Claudio Agostino Carlomagno, marito della vittima, che ha confessato il delitto e deve rispondere delle accuse formulate dalla Procura di Civitavecchia.

Durante la prima udienza, davanti alla Corte presieduta da Paola Roia, hanno chiesto di costituirsi parte civile i familiari della donna, tra cui i genitori e il figlio della coppia, insieme a diverse associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere.

Le accuse e l'inizio del processo

Carlomagno è accusato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, oltre che di occultamento e vilipendio di cadavere. La Procura di Civitavecchia, sulla base delle indagini dei carabinieri, ha ottenuto il giudizio immediato.

Federica Torzullo era scomparsa l'8 gennaio, mentre attraversava una crisi coniugale legata alla volontà di separarsi dal marito. Il suo corpo è stato ritrovato il 18 gennaio, sepolto in un terreno alle spalle dell'azienda dell'uomo. L'autopsia ha accertato la presenza di 23 coltellate, quattro delle quali alle mani.

Durante le indagini la Procura aveva modificato il quadro delle contestazioni, aggiungendo il reato di femminicidio previsto dall'articolo 577-bis del codice penale.

Differenza Donna: «Prevenire la violenza è una responsabilità collettiva»

Tra le associazioni che hanno chiesto di partecipare al processo come parti civili figurano Differenza Donna, Giardino Segreto, Insieme a Marianna, Vittime Vulnerabili di Reato, Per Marta e per Tutti e La Scuola di Atene.

In una nota, Differenza Donna ha ribadito l'importanza di sostenere le donne che decidono di interrompere una relazione violenta.

«Prevenire la violenza è una responsabilità collettiva», ha sottolineato l'associazione, richiamando la necessità di garantire protezione, risorse e possibilità di autonomia.

Secondo l'accusa, il delitto sarebbe maturato nel contesto della decisione di Federica di separarsi dal marito. Carlomagno, durante gli interrogatori, ha invece collegato il proprio gesto al timore di perdere l'affidamento del figlio, una ricostruzione contestata dai familiari della vittima.

Con l'apertura del dibattimento prende dunque il via la fase processuale che dovrà accertare le responsabilità penali dell'imputato, nel contraddittorio tra accusa e difesa.

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