Roma, 26 ottobre 2026
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Femminicidio Ilaria Sula, domani la sentenza per Mark Samson: rischia l'ergastolo

Domani attesa la sentenza per il femminicidio della studentessa di Terni, uccisa dall’ex fidanzato e gettata in un dirupo all'interno di una valigia. Sul luogo del ritrovamento, una stele la ricorda: «Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Femminicidio Ilaria Sula, domani la sentenza per Mark Samson: rischia l'ergastolo

È arrivato alla fine processo di primo grado davanti alla Terza Corte d’Assise di Roma per il femminicidio di Ilaria Sula, la ventiduenne originaria di Terni e studentessa di Statistica alla Sapienza, uccisa il 25 marzo 2025.

Nella giornata di domani, 27 ottobre, dopo le repliche e l'intervento della difesa dell'imputato affidato agli avvocati Paolo Foti e Alessandro Pillitu, i giudici si ritireranno in camera di consiglio per pronunciare la sentenza.

In aula bunker a Rebibbia si attende la decisione su Mark Antony Samson, coetaneo della vittima e reo confesso, oggi detenuto nel medesimo carcere romano. L'uomo rischia la massima pena, l'ergastolo.

Le accuse e la richiesta del pm: «Un delitto premeditato»

La Procura di Roma, rappresentata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dalla sostituta Maria Perna, ha chiesto la pena dell'ergastolo contestando all'imputato i reati d omicidio volontario, con le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della relazione affettiva, occultamento di cadavere.

Secondo la ricostruzione del magistrato Giuseppe Cascini, il delitto «è stato programmato da Samson ed eseguito con freddezza». Di avviso contrario i legali della difesa, secondo i quali non sussisterebbero le aggravanti contestate dall'accusa, a partire proprio dalla premeditazione.

Nella stessa vicenda c’è già stata una prima condanna. La madre di Samson, Leonora Soleman Manlapaz, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere, dopo aver aiutato il figlio a ripulire la stanza d'albergo/abitazione in seguito all'aggressione.

La ricostruzione dell'aggressione: dalla colazione al dramma

La tragedia si è consumata nell'appartamento di Samson, nel Quartiere Africano della Capitale. Ilaria vi si era recata la sera prima per consegnargli un borsone con alcuni effetti personali e vi aveva trascorso la notte. La loro relazione sentimentale si era conclusa da qualche settimana per decisione di Ilaria, ma l'ex fidanzato non accettava la fine della storia.

La mattina del 25 marzo 2025, Mark porta la colazione a letto a Ilaria. Sul vassoio, insieme a caffè e panini, c'è un grosso coltello da cucina. In casa la madre sta riposando, mentre il padre è già uscito per lavoro. Tra i due giovani scoppia un litigio e in pochissimi istanti scatta la violenza: Samson impugna l'arma da taglio e colpisce Ilaria da dietro, all'altezza del collo, sul lato sinistro, uccidendola all'istante con tre coltellate.

L'occultamento del corpo e la svolta nelle indagini

Ciò che segue al delitto rivela, come evidenziato dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip Antonella Minunni, una condotta improntata ad alacre lucidità e autocontrollo: «[...] Samson prendeva una valigia dalla camera dei genitori e vi posizionava la ragazza che però rimaneva con gli arti di fuori, dopodiché prendeva la valigia e la avvolgeva in un sacco nero, si dirigeva presso l’autovettura [...] e la posizionava nel portabagagli.»

Nel pomeriggio del 26 marzo 2025, l'uomo guida verso la strada provinciale 45B tra Capranica Prenestina e Guadagnolo, sbarazzandosi del corpo di Ilaria gettando la valigia in un profondo dirupo boschivo.

Incastrato dai tabulati telefonici e dai filmati delle telecamere di videosorveglianza, Samson cede infine agli interrogatori e confessa, guidando la Squadra Mobile sul luogo dell'occultamento il 2 aprile 2025, esattamente a una settimana dall'omicidio.

Il ricordo e il dolore della famiglia

La vicenda ha sconvolto la comunità di Terni e la comunità universitaria di San Lorenzo, dove la ragazza viveva come studentessa fuorisede. I genitori di Ilaria,Gezime e Flamur, emigrati in Italia con il sogno di veder laureata la figlia alla Sapienza, sono assistiti nel processo dall'avvocato Giuseppe Sforza.

Oggi, sul luogo impervio in cui è stato ritrovato il corpo della ventiduenne, la famiglia ha voluto far erigere una stele commemorativa. Sopra, scolpita nel marmo, svetta una dedica a Ilaria:

«Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai».
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