
Quattro giardini dell’VIII municipio saranno dedicati a figure simbolo dell’impegno civile e della lotta per i diritti; spazi pubblici che prenderanno il nome di Gino Strada, Piero Bruno, Amílcar Cabral e Bobby Sands. La decisione è stata approvata dalla commissione Toponomastica del Comune in seguito di atti di indirizzo votati sia dal Consiglio municipale che dall’Assemblea Capitolina.
Quattro storie diverse, unite da un filo comune: il coraggio e la lotta per i diritti, la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency, ha dedicato la sua vita alla cura delle vittime di guerra e alla promozione della pace. Piero Bruno, studente di Garbatella, fu ucciso il 22 novembre 1975 durante una manifestazione di solidarietà con il popolo angolano. Amílcar Cabral è stato tra i protagonisti del processo di indipendenza di Guinea-Bissau e Capo Verde diventando un simbolo delle lotte anticoloniali. Bobby Sands, militante dell’Ira, è ricordato per lo sciopero della fame del 1981, emblema della battaglia per l’indipendenza irlandese.
«È motivo di orgoglio che Roma li ricordi attraverso gli spazi del nostro municipio - ha dichiarato il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri - che da sempre tiene viva la memoria delle lotte internazionali e popolari. Ringrazio l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio per aver sostenuto il percorso», ha aggiunto Ciaccheri.
L’intervento si inserisce in una più ampia revisione della toponomastica di Roma guidata da tre obiettivi: colmare il divario di genere, valorizzare la memoria storica e promuovere una toponomastica decoloniale. Ancora oggi sono poche le donne a cui sono intitolate vie, piazze o giardini. Per questo il Comune ha deciso di dedicare nuovi spazi a figure femminili come le partigiane Teresa Mattei e Tina Merlin, all’astrofisica Margherita Hack e all’attrice Rossella Falk. Le madri costituenti saranno inoltre celebrate durante la Festa della Resistenza al Mattatoio di Testaccio (23-26 aprile, ndr), mentre le campionesse sportive troveranno spazio nell’area del futuro stadio della Roma a Pietralata.
Tra le nuove intitolazioni figurano il sottopasso del Quadraro al «Nido di Vespe», per ricordare la resistenza antifascista del quartiere; uno spazio adiacente al carcere di Rebibbia dedicato a Marco Pannella e la piazza antistante la Casa del Jazz intitolata al magistrato Paolo Adinolfi.
Sebbene non siano ancora trascorsi dieci anni dalla sua morte, uno spazio verrà dedicato a Gino Strada. «Un atto doveroso in questi tempi drammatici», spiega Smeriglio dai suoi canali social. Sono in via di definizione anche i luoghi dedicati a Pietro Ingrao, Danilo Dolci, Tonino Delli Colli, Mario Francese e Carlotta Orlando. Il Comune punta, poi, a rivedere denominazioni e didascalie legate al passato coloniale dell’Italia.
«Non è più tollerabile accostare viale Eritrea ad un antico possedimento italiano anziché ad uno Stato africano», esemplifica Smeriglio.
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