Roma, 1 aprile 2026
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Da Gino Strada a Margherita Hack, da Marco Pannella a Pietro Ingrao: è dedicata alle donne e alla pace la nuova toponomastica di Roma

Quattro giardini dell’VIII municipio saranno dedicati a figure simbolo dell’impegno civile. L’intervento si inserisce in una più ampia revisione dei nomi delle strade, delle piazze e dei giardini di Roma guidata da tre obiettivi: colmare il divario di genere, valorizzare la memoria storica e promuovere una toponomastica decoloniale

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Da Gino Strada a Margherita Hack, da Marco Pannella a Pietro Ingrao: è dedicata alle donne e alla pace la nuova toponomastica di Roma

Quattro giardini dell’VIII municipio saranno dedicati a figure simbolo dell’impegno civile e della lotta per i diritti; spazi pubblici che prenderanno il nome di Gino Strada, Piero Bruno, Amílcar Cabral e Bobby Sands. La decisione è stata approvata dalla commissione Toponomastica del Comune in seguito di atti di indirizzo votati sia dal Consiglio municipale che dall’Assemblea Capitolina.

«Motivo di orgoglio per il nostro territorio»

Quattro storie diverse, unite da un filo comune: il coraggio e la lotta per i diritti, la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency, ha dedicato la sua vita alla cura delle vittime di guerra e alla promozione della pace. Piero Bruno, studente di Garbatella, fu ucciso il 22 novembre 1975 durante una manifestazione di solidarietà con il popolo angolano. Amílcar Cabral è stato tra i protagonisti del processo di indipendenza di Guinea-Bissau e Capo Verde diventando un simbolo delle lotte anticoloniali. Bobby Sands, militante dell’Ira, è ricordato per lo sciopero della fame del 1981, emblema della battaglia per l’indipendenza irlandese.

«È motivo di orgoglio che Roma li ricordi attraverso gli spazi del nostro municipio - ha dichiarato il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri - che da sempre tiene viva la memoria delle lotte internazionali e popolari. Ringrazio l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio per aver sostenuto il percorso», ha aggiunto Ciaccheri.

Dalle partigiane alle sportive: la toponomastica di genere

L’intervento si inserisce in una più ampia revisione della toponomastica di Roma guidata da tre obiettivi: colmare il divario di genere, valorizzare la memoria storica e promuovere una toponomastica decoloniale. Ancora oggi sono poche le donne a cui sono intitolate vie, piazze o giardini. Per questo il Comune ha deciso di dedicare nuovi spazi a figure femminili come le partigiane Teresa Mattei e Tina Merlin, all’astrofisica Margherita Hack e all’attrice Rossella Falk. Le madri costituenti saranno inoltre celebrate durante la Festa della Resistenza al Mattatoio di Testaccio (23-26 aprile, ndr), mentre le campionesse sportive troveranno spazio nell’area del futuro stadio della Roma a Pietralata.

La valorizzazione della memoria

Tra le nuove intitolazioni figurano il sottopasso del Quadraro al «Nido di Vespe», per ricordare la resistenza antifascista del quartiere; uno spazio adiacente al carcere di Rebibbia dedicato a Marco Pannella e la piazza antistante la Casa del Jazz intitolata al magistrato Paolo Adinolfi.

Da Gino Strada a Pietro Ingrao

Sebbene non siano ancora trascorsi dieci anni dalla sua morte, uno spazio verrà dedicato a Gino Strada. «Un atto doveroso in questi tempi drammatici», spiega Smeriglio dai suoi canali social. Sono in via di definizione anche i luoghi dedicati a Pietro Ingrao, Danilo Dolci, Tonino Delli Colli, Mario Francese e Carlotta Orlando. Il Comune punta, poi, a rivedere denominazioni e didascalie legate al passato coloniale dell’Italia.

«Non è più tollerabile accostare viale Eritrea ad un antico possedimento italiano anziché ad uno Stato africano», esemplifica Smeriglio.


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