
Via ai lavori del nuovo impianto. È stata posata nella mattinata di venerdì 15 maggio la prima pietra del nuovo termovalorizzatore di Roma, nell’area industriale di Santa Palomba. Con la consegna ufficiale dei lavori parte il cantiere dell’impianto destinato a chiudere il ciclo dei rifiuti della Capitale, una delle opere più rilevanti del Piano rifiuti approvato nel 2023. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo e l’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi. Presenti anche la presidente di Acea Barbara Marinali e Barbara Maccioni, amministratrice delegata di RenewRome, la società di progetto costituita dal raggruppamento aggiudicatario dell’appalto formato da Acea Ambiente, Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e Rmb. L’investimento complessivo è di circa un miliardo di euro e comprende, oltre al termovalorizzatore, opere infrastrutturali, sistemi di recupero energetico e controllo delle emissioni.
Secondo il cronoprogramma, la prima consegna dei rifiuti è prevista tra settembre e novembre 2029. L’impianto sarà in grado di trattare 600mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati e non riciclabili, con una produzione complessiva di 65 megawatt tra energia termica ed elettrica, sufficienti ad alimentare circa 200mila famiglie. Il termovalorizzatore sorgerà all’interno del cosiddetto «Parco delle risorse circolari», un’area che comprenderà anche sale per la ricerca, spazi di coworking, una serra sperimentale, aree verdi e una torre panoramica alta oltre 70 metri. Il polo impiantistico ospiterà inoltre quattro impianti ancillari: un impianto fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento, un sistema sperimentale per la cattura della Co2 e il recupero delle ceneri pesanti, che potranno essere trasformate in materiali riutilizzabili per usi edili.
«Quello di oggi è un giorno molto importante. Non è enfatico definirlo storico», ha dichiarato il primo cittadino. «Dopo i lavori di precantierizzazione oggi iniziano i lavori veri e propri del termovalorizzatore di Roma. La prima consegna dei rifiuti sarà a novembre 2029». Per il sindaco si tratta del superamento di una storica anomalia: «Con oggi superiamo un’anomalia di Roma, unica tra le grandi città in Italia e in Europa a non avere un termovalorizzatore. Ce ne sono 499 in Europa e questo è il cinquecentesimo». Gualtieri ha respinto anche le critiche sull’impatto ambientale dell’opera: «Dicono che si tratta di un impianto grande ma in realtà è piccolo, perché è tarato sulle future dimensioni, inferiori ad oggi, dei rifiuti da trattare al netto della crescita della raccolta differenziata. Il livello di emissioni sarà molto più basso di quelli emessi dai veicoli di una comune strada».
Il sindaco ha definito l’opera «strategica e fondamentale», spiegando che consentirà alla Capitale di non dipendere più da discariche o da impianti fuori regione e fuori Italia. «Sarà l’impianto più moderno e avanzato d’Europa, progettato per dotare Roma di un sistema impiantistico finalmente all’altezza di una grande capitale mondiale», ha detto. «Quello che realizzeremo a Santa Palomba sarà un impianto ultra sicuro, non inquinante, costantemente monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate oggi disponibili e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea». Poi il paragone con altri Paesi europei: «A Copenaghen i bambini sciano sul tetto dell’impianto e i cittadini prendono il caffè lì sopra. A Parigi il termovalorizzatore si trova in mezzo a un quartiere dove il valore al metro quadrato degli appartamenti è molto alto».
Secondo il Campidoglio e Acea, l’impianto utilizzerà le migliori tecnologie disponibili in Europa per l’abbattimento delle emissioni. Le emissioni di Co2 saranno circa 80 volte inferiori rispetto a quelle prodotte dalle discariche, mentre quelle di polveri saranno da 100 a 10mila volte inferiori rispetto a una strada trafficata di Roma. Sarà attivo un monitoraggio continuo di emissioni, rumore, suolo, acqua e vegetazione, con controlli ambientali già avviati nella fase ante operam e destinati a proseguire durante costruzione ed esercizio. È stato inoltre avviato il tavolo tecnico con Regione Lazio, Arpa, Asl, Dipartimento di Epidemiologia e altri enti per definire il piano di sorveglianza sanitaria. Dal punto di vista idrico, il termovalorizzatore avrà un’impronta quasi nulla sulla falda: il fabbisogno sarà coperto attraverso il recupero dell’acqua piovana e il riutilizzo dell’acqua depurata proveniente dal depuratore di Santa Maria in Fornarola. Il progetto prevede anche la messa in sicurezza del Fosso della Cancelliera, attualmente deviato su un tracciato abusivo.
«Oggi prende ufficialmente il via il cantiere per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma, un’infrastruttura ad altissimo contenuto tecnologico e innovativo», ha spiegato Palermo. «L’impianto integrerà le migliori soluzioni disponibili sul piano ingegneristico e ambientale, configurandosi come un modello di riferimento nel panorama europeo. Acea, forte del suo know how nel settore della valorizzazione dei rifiuti, svolgerà un ruolo da protagonista, con crescente attenzione alla sostenibilità, all’innovazione tecnologica e al rapporto con il territorio».
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