Roma, 15 maggio 2026
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Carcere Regina Coeli, i Radicali: «Struttura a pezzi mentre il Governo pensa a nuove carceri»

Dopo la visita nel carcere romano di Regina Coeli, Radicali Italiani e Radicali Roma denunciano sovraffollamento e ritardi nei lavori dopo il crollo della seconda rotonda: «924 detenuti in una struttura parzialmente inagibile»

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Carcere Regina Coeli

Carcere Regina Coeli

Il carcere romano di Regina Coeli torna al centro delle polemiche dopo la visita effettuata nel pomeriggio da Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, e Domenico Colucci, segretario di Radicali Roma. I due esponenti radicali denunciano una situazione di forte sovraffollamento e criticano i ritardi negli interventi strutturali dopo il crollo della seconda rotonda avvenuto nei mesi scorsi.

«A fronte di una capienza regolamentare di 628 detenuti, le persone oggi recluse sono 924, nonostante una parte dell’istituto resti di fatto inutilizzabile», dichiarano Blengino e Colucci in una nota diffusa al termine della visita.

Secondo quanto riferito dai Radicali, dopo il crollo dello scorso novembre la struttura sarebbe stata messa in sicurezza, ma non ci sarebbero ancora sviluppi concreti sul progetto di ristrutturazione della rotonda e della settima sezione, aree che restano di fatto fuori uso.

La critica al Governo

Nel comunicato, Filippo Blengino e Domenico Colucci puntano il dito contro il dibattito politico sulle nuove strutture detentive. «Eppure al Governo c’è chi continua a farneticare della costruzione di nuove carceri, mentre quelle esistenti cadono letteralmente a pezzi», affermano.

La denuncia arriva in un momento in cui il tema delle condizioni delle carceri italiane è tornato al centro del confronto pubblico, soprattutto per il problema del sovraffollamento e della carenza di interventi strutturali negli istituti penitenziari più datati.

I precedenti controlli dei Radicali nelle carceri romane

Non è la prima volta che i Radicali intervengono sulle condizioni degli istituti penitenziari della Capitale. Lo scorso dicembre Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali, aveva visitato il carcere femminile di Rebibbia denunciando una «situazione di sovraffollamento inaccettabile».

In quell’occasione Hallissey aveva parlato di oltre 370 detenute presenti in una struttura con una capienza inferiore di circa cento posti, chiedendo interventi «strutturali e non emergenziali» e maggiori investimenti nei percorsi di studio e lavoro per ridurre la recidiva.

La nuova denuncia su Regina Coeli riporta ora l’attenzione sulle condizioni delle carceri romane e sui ritardi negli interventi di manutenzione e ristrutturazione degli istituti esistenti.

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