
Il consumo di suolo continua a crescere nel Lazio dove nel 2025 sono stati trasformati oltre 1.400 ettari di territorio. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell'Ispra e del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa), presentato oggi, che registra un'accelerazione del fenomeno a livello nazionale.
In Italia, nell'ultimo anno, cemento, asfalto e altre coperture artificiali hanno occupato oltre 10.200 ettari, equivalenti a 102 chilometri quadrati, a un ritmo superiore a tre metri quadrati al secondo. I ripristini si sono fermati a 746 ettari, lasciando un saldo negativo di quasi 9.500 ettari.
La Sicilia registra l'incremento più elevato, con oltre 1.600 ettari, seguita dal Lazio, con più di 1.400 ettari. Tra i comuni italiani spiccano Tuscania (+319 ettari) e Montalto di Castro (+316), entrambi nella provincia di Viterbo.
Escludendo gli impianti fotovoltaici a terra, è invece Roma a registrare l'aumento più consistente, con 74 ettari di nuovo suolo artificiale, davanti a Foggia (+72) e Cerignola (+53).
Tra i settori in espansione figura anche la logistica, che a livello nazionale ha occupato altri 390 ettari, di cui 59 nel Lazio.
Accanto ai dati sul consumo di suolo, il rapporto Ispra presenta per la prima volta una mappatura delle superfici potenzialmente recuperabili.
In tutta Italia sono stati individuati oltre 2.100 chilometri quadrati sui quali avviare interventi di recupero, depavimentazione e riqualificazione.
Le aree pubbliche urbane idonee al ripristino superano i 35mila ettari, concentrati soprattutto in Lazio, Lombardia e Veneto. Roma è il comune con la maggiore estensione di superfici pubbliche urbane potenzialmente recuperabili.
La mappatura individua inoltre 3.281 chilometri quadrati potenzialmente utilizzabili per la forestazione urbana e 1.116 chilometri quadrati di tetti adatti all'installazione di pannelli fotovoltaici.
«Oggi la conoscenza ambientale non serve solo a descrivere i problemi, ma a costruire le soluzioni», ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra-Snpa, sottolineando l'importanza di orientare le scelte urbanistiche verso il recupero delle superfici già trasformate.
Il contenimento del consumo di suolo è anche uno degli obiettivi delle nuove norme del Piano regolatore di Roma, approvate definitivamente a luglio, che prevedono una maggiore tutela delle aree agricole e strumenti per favorire la rigenerazione urbana.
Il rapporto evidenzia anche le conseguenze delle nuove trasformazioni urbane. Nel 2025 sono scomparsi 4.231 ettari di aree verdi e 320 ettari di copertura arborea.
Nelle zone maggiormente impermeabilizzate, le temperature del suolo possono superare di oltre 10 gradi quelle delle aree rurali circostanti, con punte locali di 12 gradi. Dove gli alberi sono più presenti, invece, le temperature risultano fino a 1,6 gradi inferiori.
Anche le aree fragili continuano a perdere suolo naturale: nell'ultimo anno sono stati artificializzati ulteriori 1.106 ettari nelle zone a rischio alluvione e 707 in quelle a rischio frana.
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