
È una visita dal forte valore simbolico quella che Papa Leone XIV compie oggi, lunedì 14 settembre, alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Nel giorno del suo 71° compleanno, il Pontefice inaugura infatti “AQVA. Catastrofe e meraviglia”, primo appuntamento di un nuovo ciclo espositivo dedicato al rapporto tra gli elementi naturali, l’uomo e le grandi trasformazioni del presente.
L’appuntamento segna anche la prima visita di Leone XIV alla Biblioteca Apostolica Vaticana, istituzione nata formalmente nel 1475 per volontà di papa Sisto IV e oggi luogo di conservazione, ricerca e divulgazione di uno dei patrimoni librari e documentari più importanti al mondo.
La scelta di inaugurare la mostra proprio nel giorno del compleanno aggiunge un elemento particolare alla giornata: non una celebrazione personale, ma un appuntamento dedicato alla cultura, alla conoscenza e al dialogo tra passato e presente.
“AQVA” è il primo capitolo del ciclo “Catastrofe e meraviglia”, che nei prossimi anni affronterà gli elementi naturali come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità.
La prima esposizione è dedicata all’acqua, elemento ambivalente per eccellenza: origine e sostegno della vita, ma anche forza capace di distruggere. Il percorso propone così una riflessione che parte dalla percezione dell’acqua come possibile minaccia e conduce progressivamente verso una nuova relazione con questo elemento, anche alla luce della crisi climatica contemporanea.
A confrontarsi con il patrimonio storico della Biblioteca sono tre protagonisti della creatività contemporanea: l’artista francese JR, il tipografo statunitense Bill Moran e lo chef italiano Fulvio Pierangelini. Le loro opere dialogano con gli ambienti e le collezioni della Biblioteca, creando un incontro tra linguaggi contemporanei e una memoria costruita nel corso dei secoli.
Proprio questo rapporto tra antico e contemporaneo rappresenta uno degli aspetti centrali dell'iniziativa.
L’arcivescovo Giovanni Cesare Pagazzi, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ha spiegato alla vigilia della visita che Leone XIV viene a visitare “la sua” Biblioteca: un luogo che non è soltanto deposito della memoria, ma uno strumento al servizio del ministero del Papa e della conoscenza.
La Biblioteca Apostolica, dunque, non viene presentata come uno spazio rivolto esclusivamente al passato. Al contrario, il progetto espositivo vuole mostrare come la memoria possa diventare uno strumento per leggere il presente e interrogare il futuro.
È anche per questo che il dialogo con l’arte contemporanea assume un significato particolare. Secondo Pagazzi, la Chiesa ha storicamente dialogato con l’arte del proprio tempo: artisti oggi considerati parte del patrimonio classico, come Michelangelo e Bernini, furono a loro volta protagonisti della cultura contemporanea alle rispettive epoche.
Il ciclo “Catastrofe e meraviglia” nasce proprio dalla volontà di utilizzare il patrimonio della Biblioteca per interrogare alcune delle grandi questioni del presente. Gli elementi naturali diventano così una chiave per parlare delle paure, delle trasformazioni e delle possibilità dell’umanità.
Nel caso di “AQVA”, la riflessione sull’acqua si inserisce inevitabilmente nel contesto della crisi climatica e delle conseguenze sempre più evidenti dei cambiamenti ambientali. L’esposizione prova però a superare una semplice narrazione dell’emergenza, proponendo un percorso che dalla paura conduce alla possibilità di una nuova relazione con la natura.
Il progetto è realizzato in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. La mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027.
La coincidenza tra l’inaugurazione e il compleanno di Leone XIV restituisce alla giornata una particolare dimensione simbolica.
Il Pontefice, nato a Chicago il 14 settembre 1955 come Robert Francis Prevost, compie oggi 71 anni e celebra il primo compleanno del suo pontificato proprio entrando in uno dei luoghi che più rappresentano la memoria della Chiesa.
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