Roma, 6 luglio 2026
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Scisma, il caso Lefebvre torna d'attualità: cosa significa e cosa è successo

Al centro di quello che papa Leone XIV ha definito un «atto scismatico», la consacrazione dei vescovi: ecco perché è così importante

di Gianluca Dodero TEMPO DI LETTURA 4'
Papa Leone XIV CC BY-SA 4.0 - flickr.com) e Marcel Lefebvre (CC BY-SA 3.0 - Wikimedia Commons)

Papa Leone XIV CC BY-SA 4.0 - flickr.com) e Marcel Lefebvre (CC BY-SA 3.0 - Wikimedia Commons)

La parola "scisma" è tornata al centro delle cronache dopo la decisione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata dall'arcivescovo francese Marcel Lefebvre, di consacrare nuovi vescovi senza l'autorizzazione del Papa. Per il Vaticano si tratta di un nuovo "atto di natura scismatica", a quasi quarant'anni da quanto accadde nel 1988.

Ma che cos'è, in concreto, uno scisma? E perché è considerato uno degli eventi più gravi nella vita della Chiesa cattolica? Per capire il significato della parola si può usare un esempio. Immaginiamo una grande associazione nazionale. Tutti ne condividono le regole e riconoscono un presidente eletto. A un certo punto un gruppo decide di continuare per conto proprio: mantiene lo stesso nome, dice di rappresentare i valori autentici dell'associazione, ma non riconosce più l'autorità del presidente e crea una propria struttura di comando.

Ecco, nella Chiesa cattolica uno scisma è qualcosa di molto simile.

Non significa necessariamente cambiare religione o inventare una nuova fede. Significa soprattutto rompere la comunione con il Papa e con la Chiesa cattolica, rifiutandone l'autorità. La parola deriva dal greco schisma, che significa proprio "divisione", "frattura".

Non è una questione di idee

Spesso si pensa che uno scisma nasca perché qualcuno ha idee diverse sulla religione. In realtà, nel diritto della Chiesa la differenza è importante. Se si mettono in discussione le verità della fede si parla di eresia. Se invece si rompe il legame di obbedienza con il Papa e con la Chiesa, si parla di scisma. Le due cose possono anche convivere, ma non sono la stessa cosa.

Perché si parla dei lefebvriani

La vicenda nasce con l'arcivescovo Marcel Lefebvre, che dopo il Concilio Vaticano II contestò alcune delle riforme introdotte nella Chiesa, soprattutto quelle riguardanti la liturgia e il rapporto con il mondo contemporaneo.

Nel 1988 Lefebvre consacrò quattro vescovi senza il mandato di papa Giovanni Paolo II. Il Vaticano considerò quel gesto un atto scismatico e arrivò la scomunica. Negli anni successivi i Papi hanno cercato più volte di ricucire il dialogo, tanto che Benedetto XVI revocò la scomunica ai quattro vescovi ordinati nel 1988, mentre papa Francesco concesse alcune facoltà pastorali ai sacerdoti della Fraternità.

Tuttavia la piena comunione con Roma non è mai stata ristabilita. Ora la storia si è ripetuta: la consacrazione di nuovi vescovi senza il consenso di papa Leone XIV è stata nuovamente definita dalla Santa Sede un atto di natura scismatica.

Perché la consacrazione dei vescovi è così importante

Per la Chiesa cattolica i vescovi non sono semplici dirigenti. Sono coloro che garantiscono la continuità della Chiesa attraverso la cosiddetta successione apostolica, cioè la trasmissione del ministero che, secondo la tradizione, risale direttamente agli Apostoli.

Per questo motivo la loro nomina e consacrazione non possono avvenire indipendentemente dal Papa. Farlo significa creare una linea autonoma di autorità ecclesiastica, ed è proprio questo il motivo per cui la Chiesa considera il gesto una rottura della comunione.

Lo scisma è una separazione, non la fine del dialogo

Anche quando si parla di scisma, però, non significa che ogni rapporto venga interrotto per sempre. Negli ultimi decenni la Santa Sede ha continuato a cercare un dialogo con la Fraternità San Pio X, nella speranza di arrivare a una piena riconciliazione.

Il nuovo strappo rende questo percorso molto più difficile, ma non cancella il principio che la Chiesa continua a ribadire: l'obiettivo resta sempre quello di ricostruire l'unità. Per questo, quando oggi si legge la parola "scisma", non bisogna immaginare soltanto una disputa religiosa. Si tratta della frattura più profonda che possa verificarsi all'interno della Chiesa cattolica: una separazione dall'autorità del Papa che, per i credenti, tocca direttamente il tema dell'unità stessa della Chiesa.

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