
Enciclica papa Leone XIV (Foto di: Vatican News)
Con Magnifica Humanitas, il Pontefice affronta una delle sfide più complesse del nostro tempo: come governare un'innovazione tecnologica che corre a una velocità senza precedenti senza perdere di vista la centralità della persona umana.
Secondo il vaticanista Andrea Gagliarducci, la portata dell'enciclica va ben oltre il tema specifico dell'intelligenza artificiale.
«Ci sono probabilmente tre dati da notare di Magnifica Humanitas: è una enciclica sociale; è una enciclica che risponde a un interrogativo più grande di quello che potrebbe riguardare la sola intelligenza artificiale; è una enciclica che apre un dibattito, più che dare delle risposte».
Non è un dettaglio che Leone XIV abbia scelto proprio una enciclica sociale come primo grande documento del suo pontificato. Le prime encicliche hanno spesso un valore programmatico e indicano le priorità del Papa.
«Il fatto che sia una enciclica sociale è importante, perché è un segno dell'indirizzo che il Papa vuole dare al suo pontificato», osserva Gagliarducci.
«Le prime encicliche sono sempre, anche, un po' programmatiche, e il fatto che Leone XIV abbia guardato come prima cosa ai temi sociali ci dice di un interesse e un indirizzo che si svilupperà ulteriormente».
L'attenzione alla tecnologia, dunque, non nasce da una curiosità verso le novità del momento, ma dalla consapevolezza che l'intelligenza artificiale sta modificando profondamente il modo di lavorare, comunicare, produrre conoscenza e persino comprendere l'essere umano. Per questo l'enciclica si inserisce nel solco della Dottrina sociale della Chiesa e dialoga con il magistero precedente.
«Che siamo di fronte a un interrogativo più grande si nota dal fatto che l'enciclica è molto ampia», spiega il vaticanista.
«Prende le mosse da altri lavori di dottrina sociale della Chiesa e considera tutte le encicliche che hanno toccato i temi precedentemente. Tutto è connesso, come scriveva Papa Francesco nella Laudato Si'. E, certo, è importante notare che c'è una linea storica comune, perché nella Chiesa niente nasce dal nulla».
Il punto centrale del documento è la dignità della persona. In un momento storico in cui gli algoritmi sono sempre più presenti nelle decisioni pubbliche e private, Leone XIV richiama la necessità di preservare la libertà, i diritti e la responsabilità dell'uomo.
Per Gagliarducci, è proprio questo il cuore dell'enciclica: «Il dibattito che si apre riguarda appunto la dignità umana, e l'accento posto sui diritti umani nella Magnifica Humanitas mi pare cruciale».
La Santa Sede non sceglie la strada della contrapposizione alla tecnologia. Al contrario, propone un approccio che riconosce le opportunità offerte dall'innovazione ma chiede che questa resti subordinata al bene della persona.
«L'enciclica non demonizza l'intelligenza artificiale – e in fondo la Santa Sede non ha mai demonizzato le nuove tecnologie – ma chiede che sia a misura di uomo, che l'essere umano, l'etica, la sua inerente dignità siano ancora al centro».
È proprio qui che emerge la rilevanza politica e culturale di Magnifica Humanitas. Il documento arriva mentre governi, imprese, organizzazioni internazionali e comunità scientifica discutono regole, limiti e responsabilità legate all'intelligenza artificiale. Un confronto che riguarda il lavoro, la sicurezza, l'informazione, la tutela dei dati personali e, più in generale, la definizione stessa di ciò che rende unico l'essere umano.
L'enciclica non pretende di chiudere queste questioni. Al contrario, le rilancia. «Il dibattito si apre soprattutto perché l'innovazione tecnologica è velocissima, non tanto perché la Chiesa non abbia una risposta», sottolinea Gagliarducci. «La risposta ce l'ha, e sta proprio nell'attenzione per l'umanità, che nasce poi da Cristo che è diventato uomo».
Proprio per la rapidità con cui la tecnologia evolve, il confronto sollevato da Leone XIV è destinato a proseguire ben oltre la pubblicazione dell'enciclica. «Ma il dibattito si apre perché è un mondo in rapidissima innovazione», conclude il vaticanista. «Si parlerà molto di tutto questo, nel presente e nel futuro».
Ed è forse questa l'eredità più immediata di Magnifica Humanitas: non offrire una parola definitiva sull'intelligenza artificiale, ma indicare una domanda destinata a diventare sempre più urgente.
In un mondo che affida alle macchine capacità un tempo riservate all'uomo, quale posto avranno la dignità, la libertà e i diritti della persona? È una questione che non riguarda soltanto la Chiesa, ma l'intera società.
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