Roma, 17 aprile 2026
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Le città che imparano: accessibilità, sostenibilità e innovazione per ripensare il turismo urbano

Un percorso tra pratiche, modelli e strumenti per capire come sta cambiando il turismo nelle grandi città

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 4'
Le città che imparano: accessibilità, sostenibilità e innovazione per ripensare il turismo urbano

Le grandi città europee hanno misurato per molti anni il proprio successo turistico soprattutto attraverso arrivi, presenze, spesa e capacità di attrarre nuovi flussi.

Oggi questi indicatori conservano un valore importante, ma descrivono solo una parte del fenomeno. La competitività urbana dipende sempre più dalla capacità di governare la crescita, distribuirne i benefici, contenere i costi sociali e ambientali, trasformare l’esperienza del visitatore in un fattore di qualità urbana anche per chi vive la città ogni giorno.

Una collana per osservare le trasformazioni urbane

Da questa consapevolezza nasce la collana di articoli che si apre oggi. L’obiettivo è osservare con metodo ciò che le grandi città stanno sperimentando in Europa e nel mondo, così da ricavare chiavi di lettura, strumenti e riferimenti utili anche per Roma.

Lo sguardo internazionale amplia il campo dell’analisi, rafforza il confronto tra modelli diversi e aiuta a collocare la Capitale dentro una trasformazione che riguarda l’intero spazio urbano europeo.

I quattro pilastri del turismo smart

Il riferimento scelto per questa serie è la cornice proposta dalla Capitale Europea del Turismo Smart, fondata su quattro pilastri: accessibilità, sostenibilità, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta di una griglia particolarmente efficace perché colloca il turismo dentro una visione integrata della città. Mobilità, servizi, dati, patrimonio, spazio pubblico, qualità della vita e capacità amministrativa concorrono infatti a definire la solidità di una destinazione metropolitana.

Accessibilità e qualità dei servizi

L’accessibilità riguarda la leggibilità e la fruibilità complessiva della città. Coinvolge l’organizzazione degli spazi, la chiarezza delle informazioni, la qualità dell’accoglienza, la possibilità di muoversi e orientarsi in modo semplice per pubblici differenti: persone con disabilità, anziani, famiglie, visitatori internazionali, cittadini temporanei. Nelle esperienze più avanzate, l’accessibilità diventa un principio di progettazione urbana e di qualità dei servizi.

Sostenibilità e governo dei flussi

La sostenibilità riguarda il rapporto tra turismo e metabolismo urbano. Significa affrontare la pressione sugli spazi pubblici, la congestione, il consumo di risorse, gli squilibri tra aree centrali e aree periferiche, la relazione tra economia dei visitatori e vita quotidiana dei residenti. Le città più mature stanno lavorando su distribuzione dei flussi, misurazione degli impatti, mobilità, gestione dei tempi della visita e coinvolgimento delle comunità locali. Da qui passa una parte decisiva della qualità urbana contemporanea.

Digitalizzazione come leva strategica

La digitalizzazione assume valore strategico quando rafforza la capacità di conoscere, prevedere e decidere. Dashboard, open data, piattaforme informative, strumenti di orientamento in tempo reale, sensoristica e intelligenza artificiale aiutano a leggere i comportamenti dei visitatori, supportare gli operatori, migliorare il coordinamento tra soggetti pubblici e privati, personalizzare i servizi, rendere più efficiente il governo della destinazione. In questo passaggio la tecnologia acquista una funzione pienamente urbana e amministrativa.

Il patrimonio culturale come risorsa di governo

La valorizzazione del patrimonio culturale, infine, investe il modo in cui una città interpreta se stessa e organizza il proprio racconto pubblico. Cultura, memoria, creatività e identità urbana possono distribuire i flussi, attivare nuovi pubblici, rigenerare quartieri, rafforzare il legame tra centro e territori meno frequentati, costruire esperienze più profonde e più coerenti con la storia dei luoghi. Il patrimonio, in questa prospettiva, diventa una risorsa di governo culturale della città oltre che un elemento di attrazione.

Uno sguardo utile anche per Roma

Questa collana nasce dunque con un’ambizione precisa: offrire spunti concreti, confronti internazionali e idee trasferibili per leggere meglio il presente e preparare il futuro. Per Roma, osservare ciò che accade altrove consente di affinare gli strumenti di analisi, approfondire il confronto con altre grandi capitali e riconoscere con maggiore precisione le proprie possibilità di sviluppo. Le città che guideranno il prossimo ciclo saranno quelle capaci di integrare turismo, qualità urbana, innovazione e interesse pubblico dentro una visione coerente di lungo periodo.

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Edoardo Colombo è presidente di Turismi.ai, l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale nel Turismo. È esperto di innovazione specializzato nella trasformazione digitale del turismo per la Pubblica amministrazione e per le imprese.

È membro dell’Advisory Board dell’European Capital of Smart Tourism della Commissione Europea e della Task Force Smart Tourism dello Smart Cities Council internazionale.

È autore di “Più Turismo per Tutti?”, con Paolo Verri, edito da Egea, e di “Turismo MegaTrend – Smart destination e turismo digitale: AI, Blockchain, Cyber, IoT e 5G”, edito da Hoepli, dedicato ai temi dell’innovazione e della trasformazione digitale nel turismo.

È stato docente a contratto di Digital for Sustainability nel corso di laurea magistrale in Hospitality and Tourism Management dello IULM.

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