
Roma punta sulla tutela ambientale partendo dal suo fiume. L’11 aprile, in occasione della Giornata Nazionale del Mare, è stato inaugurato il «Marevivo Floating Hub», il nuovo centro didattico-scientifico della Fondazione Marevivo allo Scalo de Pinedo, a pochi passi dall’Oasi Naturalistica Lungotevere delle Navi.
L’obiettivo è chiaro: intervenire lungo i fiumi, veri «nastri di trasporto» dell’inquinamento verso il mare. Il Tevere, come molti corsi d’acqua urbani, convoglia rifiuti e microplastiche fino agli ecosistemi costieri. Agire qui significa intervenire alla fonte del problema.
Il nuovo hub ospita il Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana, realizzato con il Consiglio nazionale delle ricerche nell’ambito del Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center, finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza con fondi Nextgeneration Eu.
La struttura nasce per coinvolgere cittadini, studenti e ricercatori in attività di citizen science, laboratori e campagne di monitoraggio ambientale.
«Da decenni Marevivo, grazie alla sua sede galleggiante ormeggiata allo Scalo de Pinedo, è una “sentinella del Tevere” in grado di monitorarne lo stato di salute e le trasformazioni. Da oggi, grazie al prezioso supporto scientifico del Cnr, la Fondazione avrà la possibilità di far conoscere ai cittadini la ricca biodiversità e il grande valore ecologico di questo fiume. Il nuovo polo didattico-scientifico nasce con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla conoscenza e alla tutela dell’ambiente fluviale, perché proteggere il fiume significa prendersi cura del mare e del futuro di tutti noi» ha dichiarato Raffaella Giugni, segretario generale Marevivo.
Il «Marevivo Floating Hub» si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione dell’area fluviale, tra barriere acchiappa-rifiuti e nuovi parchi urbani. La struttura, costruita con materiali sostenibili e alimentata da pannelli fotovoltaici, fa parte della comunità energetica rinnovabile «Un Fiume di Energia».
«Le sedi fisiche dei Gateway del Centro Nazionale della Biodiversità di Roma e Napoli, rispettivamente presso il centro Marevivo e la Casina Pompeiana presso la Villa Comunale rappresentano infrastrutture strategiche per mettere in connessione il mondo della ricerca sulla biodiversità con cittadini, imprese e istituzioni. Si configurano come punti di accesso aperto e partecipativo per la diffusione di conoscenze, dati e soluzioni innovative legate alla tutela degli ecosistemi» ha dichiarato Mario Sprovieri, direttore Cnr-Ismar.
Contestualmente è stato presentato anche un progetto artistico che racconta la biodiversità attraverso il linguaggio tessile. Claudio Cutuli ha realizzato un foulard esclusivo per Marevivo, unendo tradizione artigianale e sostenibilità.
Il capo è prodotto in filato di ortica, colorato con pigmenti naturali come il guado e trattato con Posidonia oceanica. Raffigura la diatomea «Gyrosigma acuminatum», organismo microscopico essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi acquatici.
Il foulard diventa così un simbolo del legame tra natura e sapere umano, capace di trasformare l’arte in uno strumento di sensibilizzazione ambientale.
Con il nuovo hub, la Capitale entra nella rete italiana dedicata allo studio e alla tutela della biodiversità, collegandosi ai poli di Palermo, Venezia, Fano, Napoli e Lecce.
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