
Lo aveva minacciato nelle scorse settimane e alla fine lo ha fatto. La Roma Nuoto ha presentato al Tribunale amministrativo del Lazio un ricorso contro il comune di Roma per contestare il procedimento relativo alla riqualificazione dello Stadio Flaminio.
Secondo la società giallorossa, la Lazio non avrebbe rispettato le tempistiche stabilite per la presentazione delle proposte di riqualificazione. In particolare la Roma Nuota contesta il silenzio del comune di Roma su una dichiarazione di pubblico interesse. Infatti dopo il parere positivo della conferenza dei servizi, l'amministrazione capitolina non si è pronunciata sul progetto.
I due progetti avanzati dalle società interessate presentano differenze: la Lazio propone la realizzazione di un involucro esterno alla struttura, con l'obiettivo di innalzare le tribune e aggiungere un secondo anello, aumentando così la capienza a poco più di 50mila posti. Al contrario, il progetto della Roma Nuoto è più modesto e si concentra sulla ristrutturazione degli spalti, con una capienza prevista di 7.500 posti.
Il progetto della Roma Nuoto era stato approvato. La Conferenza dei servizi aveva espresso parere favorevole alla proposta, che prevede una struttura multifunzionale con campi di padel, una piscina olimpica, una palestra, un palazzetto del ghiaccio, un supermercato e fast food.
Recentemente anche il patron biancoceleste ha dimostrato di fare sul serio e in 500 pagine ha presentato la timeline dei lavori, i costi da sostenere e la promessa di oltre 50mila posti entro l’europeo. Ma manca ancora l'ok della Conferenza dei servizi a questo piano economico finanziario presentato.
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