
Nuovo vertice in Prefettura sul futuro di Spin Time, lo stabile occupato di via Santa Croce in Gerusalemme da cui nei giorni scorsi sono stati fatti uscire gli abitanti dopo le verifiche sulla sicurezza dell’edificio. L’incontro, convocato per le 19 di lunedì 3 agosto, arriva mentre cresce l’allarme per le condizioni delle persone che da giorni vivono all’esterno della struttura, esposte alle alte temperature. Al tavolo parteciperanno il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi, il direttore generale di Roma Capitale Albino Ruberti, insieme ai rappresentanti di Prefettura, Questura e Vicariato. Al centro della riunione ci saranno sia la gestione dell’emergenza per le persone rimaste in strada sia le prospettive future dello stabile.
A poche ore dal vertice, decine di medici, psicologi e operatori sanitari hanno sottoscritto un appello chiedendo di consentire il rientro degli abitanti nello stabile. Tra i firmatari figura anche Fabio Riccardi, docente di Igiene ed Epidemiologia dell’Università di Roma Tor Vergata. Secondo i sanitari, le persone stanno andando incontro a «disidratazione, sincopi e colpi di calore» a causa della permanenza prolungata sotto il sole. L’esposizione alle alte temperature e la vicinanza dell’asfalto, sottolineano, impediscono inoltre di trovare un ambiente sufficientemente fresco anche durante la notte, con conseguenze particolarmente pesanti per anziani e bambini.
La vicenda si è riaccesa negli ultimi giorni dopo i controlli tecnici sull’immobile, che hanno portato all’evacuazione degli occupanti per ragioni di sicurezza. Da allora numerose persone stanno trascorrendo giorno e notte all’esterno dell’edificio, mentre istituzioni e realtà del terzo settore sono impegnate nella ricerca di una soluzione condivisa.
Spin Time è occupato dal 2013 ed è da tempo inserito tra gli immobili destinati allo sgombero. Lo scorso febbraio il tribunale civile di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire con oltre 21 milioni di euro il proprietario dell’immobile per la mancata esecuzione del sequestro disposto nel 2020, una decisione che ha riportato il caso al centro del dibattito politico e istituzionale.
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