
Attraversare una strada all’altezza di un incrocio privo di strisce pedonali potrebbe diventare vietato. È il rischio denunciato dal Movimento Diritti dei Pedoni nel contributo trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito della consultazione sul nuovo Codice della strada.
Al centro della contestazione c’è la formulazione della norma dedicata al comportamento dei pedoni. Secondo l'associazione romana, il nuovo testo potrebbe essere interpretato come un divieto di attraversamento nelle aree delle intersezioni, quando mancano le strisce pedonali.
La disciplina vigente è contenuta nell’articolo 190 dell’attuale Codice della strada che stabilisce l’obbligo di utilizzare attraversamenti pedonali, sottopassaggi e sovrappassaggi quando sono presenti entro cento metri. Se queste infrastrutture non esistono oppure distano più di cento metri, il pedone può attraversare la in senso perpendicolare, prestando l’attenzione necessaria a non creare situazioni di pericolo. Il Codice attuale vieta di attraversare diagonalmente le intersezioni ma il divieto riguarda solo il modo in cui si attraversa l’incrocio, non impedisce in assoluto di passare da n lato all'atro della strada priva di strisce.
Nel testo sottoposto alla consultazione, questo passaggio viene riscritto. Da una parte viene confermata la possibilità di attraversare fuori dalle strisce quando queste non esistono o distano più di cento metri. Dall’altra viene vietato l’attraversamento «nelle rotatorie, nelle intersezioni, nelle piazze o nei larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, laddove esistenti».
È proprio l’inserimento delle «intersezioni» a suscitare l’allarme degli attivisti. La preoccupazione è che la disposizione possa essere applicata come un divieto generalizzato di attraversare agli incroci fuori dalle strisce, comprese le numerose situazioni urbane nelle quali gli attraversamenti pedonali non sono presenti.
«È un paradosso. Si vuole aumentare la sicurezza stradale, ma in risposta ad un rischio, come può essere attraversare la strada a un incrocio, la norma propone di rimuovere dalle strade chi è esposto al pericolo, cioè le persone, per tutelarle meglio», scrive in una nota il Movimento Diritti dei Pedoni.
Per l'associazione, gli incroci sono proprio i luoghi nei quali c’è la maggior presenza di persone a piedi: fanno parte dei percorsi quotidiani verso casa, scuola, lavoro, negozi e servizi. Vietare l’attraversamento, anziché rendere più sicura la strada, rischierebbe di obbligare le persone a compiere deviazioni anche molto lunghe, con conseguenze maggiori per anziani, bambini e persone con disabilità motorie.
La prudenza richiesta a chi cammina - dicono gli attivisti - non può sostituire gli interventi necessari per ridurre le cause del pericolo: velocità dei veicoli, scarsa visibilità, attraversamenti assenti o poco illuminati, infrastrutture inadeguate e comportamenti di guida rischiosi.
«Camminare non è un’anomalia della circolazione: è la sua forma più elementare e universale e fa funzionare la mobilità. Le nostre città non diventano più sicure vietando i gesti elementari per viverla. Diventano semplicemente città che non funzionano più».
Prima dell’entrata in vigore, il nuovo Codice dovrà essere definito dal Governo, sottoposto ai pareri previsti, trasmesso alle Commissioni parlamentari e infine emanato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fino a quel momento restano valide le disposizioni del Codice attuale. La richiesta del Movimento è che nel testo definitivo della nuova norma venga eliminata ogni ambiguità:
«Se gli incroci sono pericolosi bisogna ridurre il pericolo, non rimuovere le persone dalle strade», conclude l'associazione.
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