Roma, 15 settembre 2026
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Dragoncello, la periferia riparte dagli abitanti: via al primo progetto partecipato

Nel Municipio X parte il percorso promosso dall’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale. In via Ottone Fattiboni un parcheggio da 900 metri quadrati sarà trasformato in uno spazio di incontro con verde, sedute e attrezzature per le biciclette

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Dragoncello, la periferia riparte dagli abitanti: via al primo progetto partecipato

È partito da Dragoncello, nel Municipio X, il percorso dei Progetti Partecipati di Periferia, promosso dall’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale. Il primo incontro pubblico con gli abitanti ha aperto la fase di ascolto e confronto che porterà alla definizione condivisa dell’intervento. L’obiettivo dell’amministrazione è trasformare spazi oggi sottoutilizzati in luoghi più accoglienti, accessibili e utili alla vita dei quartieri, attraverso un percorso costruito insieme alle comunità che li abitano.

Un parcheggio da 900 metri quadrati diventa una «piazza di relazione»

Il primo intervento riguarderà un’area di circa 900 metri quadrati in via Ottone Fattiboni, attualmente destinata esclusivamente a parcheggio. La funzione non verrà eliminata, ma lo spazio sarà riorganizzato per integrare nuove funzioni. Nel progetto sono previsti verde, sedute e attrezzature per le biciclette, con l’obiettivo di rendere l’area non soltanto un luogo destinato alla sosta delle automobili, ma anche uno spazio di incontro e socialità per il quartiere. L’intervento sarà definito attraverso il confronto diretto con gli abitanti, a partire dalle esigenze espresse da chi vive quotidianamente Dragoncello.

Il Metodo R.O.M.A.

Il progetto segue il Metodo R.O.M.A. – Riconoscere, Operare, Mantenere, Ascoltare, fondato sul rapporto diretto con i territori e sulla condivisione delle scelte con le comunità locali. L’idea alla base del percorso è individuare soprattutto nelle periferie prive di spazi di aggregazione alcune aree oggi poco vissute o trasformatesi in veri e propri «non luoghi», anche segnati dal degrado, e ripensarle affinché possano tornare a essere luoghi aperti alla comunità.

Battaglia: «Le scelte si costruiscono con chi vive il territorio»

«L’obiettivo dei Progetti Partecipati di Periferia è restituire ai quartieri spazi aperti, liberi e fruibili nei quali incontrarsi, costruire relazioni e vivere la comunità. Perché la piazza è un elemento fondamentale dell’identità di un territorio. Nei comuni e nei paesi è abituale dire: “Ci vediamo in piazza”. A Roma forse questa espressione si usa meno, ma anche nei nostri quartieri la piazza è un elemento fondamentale dell’identità di un territorio. Per questo abbiamo deciso di individuare, soprattutto nelle periferie che ne sono prive, alcune aree oggi poco vissute o diventate dei non luoghi, talvolta segnate dal degrado, per trasformarle in spazi capaci di accogliere persone, attività e nuove forme di socialità. Abbiamo scelto di partire da Dragoncello, raccogliendo una richiesta arrivata dagli abitanti. In via Ottone Fattiboni c’è un’area di circa 900 metri quadrati, oggi destinata a parcheggio ma non pienamente utilizzata, che può diventare anche uno spazio per i bambini, le famiglie e l’intera comunità: una piazza di relazione. Il nostro intento è far sì che la rigenerazione possa nascere dal confronto con chi vive ogni giorno il quartiere, perché ogni periferia ha una storia e bisogni diversi. Costruire un nuovo spazio pubblico significa anche rafforzare, fin da subito, le relazioni tra la comunità, la parrocchia e tutte le realtà del territorio. Questi progetti possono funzionare soltanto se vengono realizzati insieme. Altrimenti rischiamo di vivere, anche in quartieri molto popolosi, ciascuno nella propria individualità e nella propria solitudine», ha dichiarato l’assessore alle Periferie di Roma Capitale, Pino Battaglia.

Il primo passo di un percorso più ampio

L’incontro di Dragoncello rappresenta dunque l’avvio concreto dei Progetti Partecipati di Periferia. La fase di ascolto servirà a raccogliere indicazioni e proposte degli abitanti, che saranno chiamati a contribuire alla costruzione del progetto per l’area di via Ottone Fattiboni. L’obiettivo è fare della rigenerazione dello spazio pubblico non soltanto un intervento fisico, ma anche uno strumento per rafforzare le relazioni tra residenti, realtà territoriali e comunità, restituendo ai quartieri luoghi nei quali incontrarsi e vivere gli spazi comuni.

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