
Dopo l'incendio del 29 luglio che ha costretto quasi 400 persone a lasciare il palazzo occupato all'Esquilino, la comunità che in oltre un decennio si è costruita attorno a quello stabile ha trovato un modo per non sciogliersi. E ora il comune ha concesso sette gazebo, da montare a breve proprio davanti al portone rosso dell'ex Inpdap, in via di Santa Croce in Gerusalemme. Diventeranno strada, palco, parco giochi e laboratorio insieme.
Alcune famiglie sono state ricollocate in alloggi provvisori, ma nessuno vuole considerare il trasferimento come un capitolo chiuso. La comunità è oggi sparsa negli appartamenti in giro per Roma, spesso lontani dalle scuole dell'Esquilino frequentate dai bambini, ma la speranza degli ex occupanti resta quella di ritrovarsi presto riuniti, magari proprio dentro quella che per anni è stata "casa".
Dall'incontro dei giorni scorsi tra gli attivisti e l'amministrazione comunale è arrivata una sintesi delle richieste avanzate da chi ha passato settimane per strada, nel caldo asfissiante dell'estate romana. Le sette strutture - dehors fissi, più che semplici gazebo, per non dare l'idea di un ristorante - dovranno garantire continuità alle attività sociali e culturali nate in questi anni nell'edificio occupato. Gli sportelli di Action, quelli sindacali, il supporto ai migranti, lo spazio di co-working e il doposcuola. Prima dell'installazione è previsto un sopralluogo delle forze dell'ordine per definire gli aspetti legati alla sicurezza.
Nelle scorse settimane via di Santa Croce in Gerusalemme ha ospitato eventi e volti noti del mondo della cultura e dello spettacolo, richiamati dalla vicenda. L'altra richiesta della comunità era proprio quella di restare "aperti alla città", tratto distintivo dell'esperienza di Spin Time fin dal 2013.
La strada, molto trafficata, verrà chiusa il sabato e la domenica per continuare a ospitare musica e iniziative culturali, trasformandosi in un'isola pedonale. La chiusura dovrebbe durare almeno fino al 19 settembre, giorno del corteo indetto da Spin Time verso la sede di Investire Sgr, la società proprietaria dell'immobile, seguito da un'assemblea nazionale il giorno dopo. La richiesta di occupazione di suolo pubblico dovrebbe coprire il periodo fino al 21 settembre, con una formula mista: dal lunedì al venerdì solo sugli stalli di parcheggio davanti al palazzo, nel weekend sull'intera carreggiata.
Resterà inoltre attivo un tavolo permanente per gestire l'emergenza abitativa. I gazebo, infatti, servono a due cose insieme: da un lato tengono vivo il presidio - al posto delle tende che finora hanno occupato la strada - dall'altro mantengono la pressione su Investire Sgr perché confermi la disponibilità a vendere l'edificio, l'obiettivo a cui la comunità punta per tornare a viverci.
La priorità più urgente riguarda le 48 persone fragili ospitate alla Domus Sessoriana. L'assistenza alloggiativa straordinaria, disposta con ordinanza dal sindaco Roberto Gualtieri, avrebbe dovuto esaurirsi in 60 giorni, ma i tempi per l'assegnazione di case popolari ai residenti - tutti già in lista d'attesa - potrebbero allungarsi. Dall'assemblea di ieri, molto partecipata, è arrivato un messaggio netto. Il presidio permanente andrà avanti, ma la partita decisiva resta l'acquisto dell'immobile da parte del Comune, dopo il rifiuto della proprietà, lo scorso 6 agosto, dell'accordo ponte proposto dall'amministrazione capitolina.
Fratelli d'Italia e Lega, che fin dall'inizio della vicenda avevano criticato l'occupazione e applaudito al rifiuto di Investire Sgr di vendere l'immobile al Comune, hanno rinnovato gli attacchi. Dal centrodestra si parla di un nuovo "schiaffo ai romani" e di attività che, pur mascherate da iniziative sociali, di fatto proseguirebbero l'occupazione anche fuori dal palazzo, a scapito dei commercianti della zona che le tasse le pagano regolarmente.
Il prossimo incontro tra Spin Time Labs e il Campidoglio è fissato per mercoledì 2 settembre, quando si discuterà anche della costituzione di un tavolo dedicato all'iter per l'acquisizione dell'immobile da parte del Comune. Fino ad allora, e almeno fino al 21 settembre, via di Santa Croce in Gerusalemme cambierà ancora volto: al posto delle tende, arriveranno i gazebo pavimentati.
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