
Seul vuole fare dell'ombra un vero e proprio servizio pubblico. Entro il 2028 la capitale della Corea del Sud punta a creare una rete cittadina di percorsi pedonali ombreggiati, intervenendo sui marciapiedi con nuovi alberi, tende, coperture e piccoli ripari. Il progetto è stato presentato mercoledì 19 agosto dal sindaco Oh Se-hoon, che ha parlato di un vero e proprio «diritto a camminare all'ombra».
Non significa necessariamente coprire artificialmente ogni metro di marciapiede. L'obiettivo della città è mettere in connessione le diverse fonti di ombra già esistenti o da realizzare – dagli edifici agli alberi fino alle strutture artificiali – in modo che durante gli spostamenti quotidiani sia possibile ridurre il più possibile l'esposizione diretta al sole.
«Le ondate di calore non sono più un disagio temporaneo che passa se si resiste per qualche giorno», ha spiegato Oh. Con l'aumento della loro intensità e durata, secondo il sindaco, sono diventate «un'emergenza quotidiana» capace di mettere a rischio la salute e la sicurezza della popolazione.
Per capire dove intervenire, l'amministrazione ha già analizzato 67.029 tratti di marciapiede per una lunghezza complessiva di 4.031 chilometri, prendendo in considerazione sia l'ombra prodotta dagli edifici sia quella degli alberi. Il risultato è che, in media, i percorsi pedonali della città rimangono esposti direttamente al sole per quattro ore e 21 minuti al giorno.
Il 27,6 per cento dei tratti analizzati arriva ad almeno sei ore di esposizione, mentre la quota media di superficie ombreggiata è del 44,4 per cento. Di questa, il 29,2 per cento è garantito dagli edifici e il 15,2 per cento dagli alberi stradali, che diventano particolarmente importanti nelle ore centrali della giornata, quando le ombre degli edifici si accorciano.
Il problema non riguarda soltanto il comfort. Secondo i dati dell'Agenzia coreana per il controllo e la prevenzione delle malattie citati dall'amministrazione, tra il 2023 e il 2025 a Seul sono stati registrati 815 casi di patologie legate al caldo e il 31,4 per cento si è verificato per strada, la quota più alta tra i diversi luoghi presi in considerazione.
Il piano si svilupperà in tre passaggi: individuare le zone maggiormente esposte, scegliere per ciascuna l'intervento più adatto e infine collegare tra loro i diversi tratti ombreggiati. La priorità sarà data anche ai luoghi in cui le persone sono costrette a rimanere all'aperto, come fermate degli autobus e attraversamenti pedonali, e ai percorsi maggiormente utilizzati da anziani e altre persone vulnerabili al caldo.
Dove gli spazi lo consentiranno saranno piantati nuovi alberi. Nei marciapiedi più stretti o dove la presenza di infrastrutture sotterranee rende impossibili nuove alberature, Seul ricorrerà invece a tende stagionali, pensiline, tettoie e altre strutture in grado di creare ombra.
L'idea è che questi interventi non rimangano isolati: i diversi segmenti dovranno formare percorsi continui capaci di accompagnare i cittadini dalle aree residenziali verso stazioni della metropolitana, scuole, mercati, ospedali, strutture assistenziali e parchi.
La prima fase riguarderà dieci strade particolarmente frequentate o con una scarsa presenza di ombra. I progetti pilota saranno realizzati tra il 2026 e il 2027 e serviranno anche a misurare gli effetti degli interventi, confrontando superficie ombreggiata, temperatura percepita, utilizzo degli spazi e soddisfazione dei cittadini.
Dopo la sperimentazione, dal 2028 il modello sarà esteso a tutta Seul. L'amministrazione punta inoltre a inserire progressivamente il principio dell'ombreggiamento nella pianificazione urbana, nei progetti di riqualificazione e nella realizzazione degli edifici pubblici, trasformandolo quindi da singolo intervento contro il caldo a criterio strutturale con cui progettare la città.
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