Roma, 28 settembre 2026
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Sudan, un progetto FAO sostenuto dalla Cina ha raggiunto oltre 40 mila persone

L’iniziativa avviata nello Stato del Mar Rosso sostiene famiglie, allevatori e lavoratrici della pesca con mangimi, attrezzature e formazione tecnica

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Foto: agenzia Xinhua

Foto: agenzia Xinhua

Un progetto di assistenza agricola e contrasto alla povertà avviato nello Stato del Mar Rosso, in Sudan, ha raggiunto finora oltre 40 mila persone, fornendo sostegno a famiglie colpite dalla siccità e dal conflitto.

L’iniziativa, sostenuta dalla Cina e coordinata con la FAO, è partita a Suakin nel maggio 2025 e punta a rafforzare i mezzi di sussistenza delle comunità locali attraverso interventi mirati su agricoltura, allevamento e pesca.

Tra i casi raccontati da Xinhua c’è quello di una famiglia che viveva allevando pecore. Dopo anni di siccità e con l’aggravarsi del conflitto, l’accesso al foraggio era diventato sempre più difficile. Attraverso il progetto, la famiglia ha ricevuto 100 chili di mangime concentrato, destinato a garantire la produzione di latte per i bambini e, in caso di eccedenze, una possibile fonte di reddito attraverso la vendita sul mercato locale.

Il sostegno alle donne che lavorano nella pesca

Il progetto ha coinvolto anche 200 donne impegnate nella vendita del pesce, alle quali sono state fornite piccole unità frigorifere per consentire una migliore conservazione del prodotto e ampliare le possibilità di vendita.

Le partecipanti hanno inoltre ricevuto una formazione per la realizzazione di reti da pesca, con l’obiettivo di sviluppare nuove competenze e creare ulteriori opportunità di reddito.

Secondo Liang Xiao, impegnato nel coordinamento dell’iniziativa con la FAO, il valore del progetto sta soprattutto nella capacità di intervenire con misure limitate ma concrete.

«Quello che può sembrare solo un sacco di semi o di mangime può apparire insignificante a molti di noi», ha spiegato a Xinhua. «Ma per una famiglia colpita da un conflitto può rappresentare una svolta».

Le difficoltà operative

L’attuazione del progetto è stata resa più complessa dal conflitto in corso, che ha inciso sui trasporti, sui mercati e sui costi di approvvigionamento.

Secondo quanto riferito, i gruppi di lavoro hanno dovuto modificare i piani iniziali, individuare modalità alternative per la consegna delle forniture e collaborare con organizzazioni locali per garantire la distribuzione degli aiuti.

Liang ha inoltre sottolineato il ruolo della cooperazione tra Cina e FAO, indicando nell’organizzazione con sede a Roma una piattaforma per mettere in relazione risorse finanziarie, tecnologia ed esperienza nello sviluppo.

Fonte: agenzia Xinhua

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