Roma, 11 maggio 2026
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Il roseto dell’Aventino è tra i luoghi più romantici e visitati della primavera romana

Boom di visitatori al roseto comunale di Roma: oltre mille varietà di rose, ingresso gratuito e vista sul Circo Massimo

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Il roseto dell’Aventino è tra i luoghi più romantici e visitati della primavera romana

Tra scorci panoramici e distese di rose in fiore, il Roseto comunale di Roma sta richiamando ogni giorno centinaia di visitatori. Il giardino sull’Aventino, affacciato sul Circo Massimo, è tornato a essere una delle mete più frequentate della primavera romana, tra turisti, appassionati di fotografia e semplici curiosi.

Le giornate di sole e le temperature quasi estive stanno spingendo molti romani a trascorrere qualche ora all’aria aperta tra i vialetti del Roseto, immersi nei profumi della fioritura e in una vista che attraversa alcuni dei simboli della Capitale. Dal giardino si possono osservare il colle Palatino, il campanile di Santa Maria in Cosmedin, il Vittoriano, la cupola della Sinagoga e l’osservatorio di Monte Mario.

Il Roseto di Roma, situato in una delle aree panoramiche più suggestive della città, è aperto dall’11 aprile fino al 14 giugno, e ospita circa 1.100 specie provenienti da tutto il mondo, dalla Cina alla Mongolia, fino al continente americano e alla Nuova Zelanda.

Dai vialetti si possono osservare il colle Palatino, il campanile di Santa Maria in Cosmedin, la cupola della Sinagoga, il Vittoriano e l’osservatorio di Monte Mario. Un panorama che, insieme alla fioritura di maggio, sta trasformando il Roseto in uno dei luoghi più fotografati della stagione.

Tra le varietà più particolari ci sono la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali verdi, la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni, e la Rosa Foetida, nota per il suo odore intenso.

La storia del Roseto tra antica Roma e comunità ebraica

L’area dedicata oggi al Roseto ha origini molto antiche. Già nel III secolo avanti Cristo la zona era legata al culto della dea Flora. Lo storico romano Tacito, negli “Annales”, racconta di un tempio dedicato alla divinità e dei “floralia”, i festeggiamenti primaverili che si svolgevano nel vicino Circo Massimo.

Dal Seicento l’area diventò invece l’Orto degli Ebrei, con un piccolo cimitero destinato alla comunità ebraica romana. Solo nel 1950 il luogo venne trasformato nell’attuale roseto comunale. Per ricordare la precedente destinazione, all’ingresso del giardino fu collocata una stele commemorativa e i vialetti dell’area collezione vennero progettati con la forma della menorah, il candelabro simbolo dell’ebraismo.

Attesa per il Premio Roma e il weekend della Festa della Mamma

Nella parte inferiore del giardino, visitabile dal 18 maggio, si trovano invece le rose che partecipano al concorso internazionale “Premio Roma per le Nuove Varietà”, storico evento nato nel 1933 sul Colle Oppio. La cerimonia di premiazione è prevista il 17 maggio ed è aperta al pubblico.

L’ingresso al Roseto comunale è libero e gratuito, con apertura dalle 8.30 alle 19.30. È possibile prenotare visite guidate scrivendo all’indirizzo email dedicato del Comune di Roma.

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