
Un nuovo striscione contro il tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi è comparso all'istituto comprensivo Tullio De Mauro di Roma, nel quartiere Colli Aniene. A realizzarlo e affiggerlo, nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, è stato un gruppo di insegnanti che ha deciso di prendere posizione contro il decreto del governo sull'integrazione scolastica.
«Noi riteniamo che questa misura abbia un'impronta di carattere razzista, non può essere definita diversamente», spiega a La Capitale Alessandro Mazzotta, professore dell'istituto.

Il docente richiama le difficoltà che una limitazione numerica potrebbe comportare nelle scuole dei quartieri con una forte presenza di famiglie straniere. Ma soprattutto rivendica il valore educativo dell'inclusione: «I bambini sono tutti uguali. La scuola è libera e democratica, soprattutto inclusiva e antirazzista, perché si rifà ai principi della nostra Costituzione».
La decisione di esporre lo striscione arriva dopo un'assemblea dei docenti, durante la quale era già stata discussa la misura introdotta dal governo.
«È stata un'assemblea molto partecipata. Ci siamo trovati tutti concordi sul fatto che bisognava prendere una posizione», racconta Mazzotta.
L'iniziativa è partita dagli insegnanti e lo striscione è stato affisso intorno alle 16, all'uscita da scuola. Secondo il professore, la dirigente scolastica potrebbe non esserne ancora a conoscenza.
Anche alcune famiglie hanno manifestato interesse per la protesta, proponendo di diffondere un appello attraverso i social. «Continueremo a parlare nelle nostre scuole dell'importanza dell'inclusione e dei valori della Costituzione, che fanno parte anche dell'educazione civica», aggiunge Mazzotta.
La protesta del Tullio De Mauro si inserisce in una mobilitazione che nelle ultime settimane ha coinvolto diversi istituti italiani, in alcuni casi con interventi delle forze dell'ordine.
Il 25 settembre, alla scuola primaria Daneo di Genova, due agenti in borghese avevano rimosso uno striscione realizzato dagli alunni con la scritta «Qui nessun è stranier*»*. Dopo le proteste dei genitori e l'intervento della sindaca Silvia Salis, lo striscione era stato restituito e riappeso. La Questura aveva avviato accertamenti interni, precisando che gli agenti avevano agito di propria iniziativa.
Tre giorni dopo, il 28 settembre, un episodio simile si è verificato alla scuola media Silvio Pellico di Pinerolo, in provincia di Torino. I carabinieri avevano rimosso uno striscione affisso dai rappresentanti sindacali con la frase «La scuola è aperta a tutti», tratta dall'articolo 34 della Costituzione. Anche in questo caso il telo è stato successivamente restituito e riposizionato.
Gli episodi hanno alimentato nuove iniziative nelle scuole di Roma, Firenze e Bologna. Nella Capitale, già a settembre, anche i genitori della scuola Di Donato avevano esposto uno striscione in solidarietà con l'istituto genovese.
Mazzotta conosce quei precedenti e non esclude che anche l'iniziativa romana possa incontrare contestazioni: «Faremo in modo di tenercelo il più tempo possibile».
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