Roma, 29 ottobre 2026
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Sciopero del 30 ottobre, Salvini precetta i trasporti: perché è stato rinviato e chi si ferma comunque

La Commissione di Garanzia aveva chiesto di spostare la protesta per la vicinanza alla commemorazione dei defunti. L’Usb contesta l’ordinanza e conferma la mobilitazione negli altri settori: a rischio scuola, sanità e servizi pubblici e privati. A Roma Atac, Cotral e treni regolari

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 3'
Sciopero del 30 ottobre, Salvini precetta i trasporti: perché è stato rinviato e chi si ferma comunque

Lo sciopero generale nazionale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) per venerdì 30 ottobre non è stato cancellato, ma ridimensionato dall’intervento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con un’ordinanza firmata il 27 ottobre dal ministro Matteo Salvini, è stato disposto il rinvio ad altra data dell’astensione dal lavoro per diversi comparti dei trasporti. La protesta resta invece confermata per le altre categorie coinvolte nella mobilitazione. La decisione ha una conseguenza diretta anche sulla Capitale: venerdì 30 ottobre il servizio di Atac, Cotral e Trenitalia è previsto regolarmente, così come quello degli operatori privati del trasporto pubblico locale. Lo ha comunicato Roma Servizi per la Mobilità, dopo il provvedimento ministeriale.

Dalla richiesta della Commissione alla precettazione di Salvini

La vicenda è iniziata con la proclamazione dello sciopero generale da parte dell’Usb, che aveva indetto per il 30 ottobre una giornata di mobilitazione per i lavoratori dei settori pubblici e privati. La protesta è stata promossa contro il carovita, la perdita di potere d’acquisto dei salari, il peggioramento delle condizioni di lavoro e l’aumento delle spese militari a fronte delle risorse destinate ai servizi pubblici. Il 22 ottobre la Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali è intervenuta sul calendario della mobilitazione, rilevando un problema legato alle regole sui periodi di franchigia. Si tratta degli intervalli in cui, per la presenza di ricorrenze o particolari esigenze collettive, sono previste limitazioni agli scioperi in determinati servizi. Nel caso del 30 ottobre, la questione riguarda la vicinanza alla Commemorazione dei Defunti del 2 novembre, periodo durante il quale la normativa prevede restrizioni per alcuni comparti del trasporto. La Commissione ha quindi chiesto al Governo di intervenire per differire la protesta nei settori interessati. Dopo il confronto con il sindacato, il ministro Salvini ha firmato il 27 ottobre l’ordinanza ministeriale numero 204 T, disponendo il rinvio ad altra data dello sciopero per i comparti coinvolti. Il provvedimento riguarda il trasporto aereo, i taxi, il trasporto pubblico locale, il trasporto ferroviario e marittimo, gli appalti ferroviari e le attività legate alla circolazione e alla sicurezza stradale.

L’Usb contesta l’ordinanza: «Confermiamo lo sciopero»

La decisione del ministero non è stata accolta dal sindacato, che ha definito il provvedimento «sbagliato e illegittimo» e ha annunciato l’intenzione di non rispettarlo. L’Usb ha confermato la mobilitazione anche nei settori dei trasporti indicati nell’ordinanza, dichiarando di essere consapevole delle possibili sanzioni. Il sindacato contesta in particolare l’estensione dei periodi di franchigia e sostiene che le limitazioni imposte comprimano eccessivamente il diritto di sciopero. Ha inoltre annunciato che informerà i lavoratori sulle conseguenze previste in caso di adesione alla protesta nonostante la precettazione. La posizione dell’Usb, tuttavia, non modifica il contenuto dell’ordinanza: il rinvio riguarda i comparti elencati nel provvedimento e l’eventuale adesione individuale non equivale a una revoca della precettazione.

Scuola, sanità e altri comparti: lo sciopero resta confermato

La mobilitazione generale del 30 ottobre resta confermata per le categorie non interessate dal provvedimento di rinvio. Tra queste figurano il personale della scuola e dei servizi educativi, oltre ai lavoratori di altri comparti pubblici e privati coinvolti nella proclamazione. La protesta potrà quindi avere ripercussioni sulle attività didattiche e su alcuni servizi, nel rispetto delle prestazioni essenziali che devono essere comunque garantite, soprattutto in ambito sanitario. La giornata è legata a rivendicazioni che vanno oltre il tema dei trasporti: l’Usb chiede interventi contro l’aumento del costo della vita, il recupero del potere d’acquisto dei salari e maggiori investimenti in sanità, istruzione e welfare, anziché nel riarmo.

A Roma trasporti regolari

Per chi si sposta nella Capitale, le indicazioni ufficiali sono al momento quelle di una giornata con il servizio ordinario. Atac ha comunicato che sarà in vigore il normale programma di esercizio. Regolari anche le corse Cotral e i collegamenti gestiti dagli operatori privati Autoservizi Troiani/Sap, Autoservizi Tuscia/Bis e Atr. Nessuna variazione annunciata neppure per i collegamenti ferroviari di Trenitalia. La precettazione, dunque, non cancella lo sciopero generale: ne limita gli effetti nei comparti del trasporto interessati, mentre la mobilitazione prosegue nelle altre categorie.

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