Roma, 10 agosto 2026
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Roma e la sfida della città dei 15 minuti: da Parigi a Vienna, i modelli europei per ripensare i quartieri

Servizi, verde e spazi pubblici raggiungibili vicino casa. Roma ha avviato un progetto in ciascuno dei 15 Municipi, seguendo un principio che negli ultimi anni ha trovato applicazioni diverse in numerose città europee

di Giacomo Zito TEMPO DI LETTURA 5'
Roma e la sfida della città dei 15 minuti: da Parigi a Vienna, i modelli europei per ripensare i quartieri

La città dei 15 minuti è stata uno dei temi su cui l’amministrazione Gualtieri ha puntato fin dall’inizio per delineare un modello di gestione e trasformazione della Capitale: una Roma più policentrica, nella quale servizi, verde, spazi pubblici e luoghi di aggregazione siano più facilmente raggiungibili all’interno dei quartieri.

Da questa impostazione è nato il programma “15 Municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti”, con un intervento pilota in ciascun Municipio e uno stanziamento iniziale di 22,5 milioni di euro.

Quella dell'attuale amministrazione non è stata però una fuga in avanti: già in diverse città d'Europa il percorso è pieno di esempi simili. Da Parigi a Lisbona, passando per Barcellona e Vienna, il principio della prossimità viene infatti applicato attraverso strumenti differenti, diventando spunto per le politiche romane.

Parigi, il modello che ha reso famosa la città dei 15 minuti

Il riferimento più conosciuto resta Parigi, dove il concetto sviluppato dall’urbanista Carlos Moreno è diventato uno degli elementi centrali delle politiche urbane della sindaca Anne Hidalgo.

La capitale francese ha lavorato sulla riduzione delle distanze tra abitazioni e servizi, accompagnandola con nuove piste ciclabili, pedonalizzazioni, verde e trasformazioni dello spazio pubblico. Un ruolo importante è stato assegnato anche alle scuole, con la creazione delle rues aux écoles (quelle che a Roma chiamiamo "strade scolastiche") e l’apertura di alcuni spazi scolastici alla vita dei quartieri anche fuori dall’orario delle lezioni.

Lisbona misura quali servizi mancano

A Lisbona il progetto Há Vida no Meu Bairro utilizza invece la città dei 15 minuti come strumento per leggere il territorio.

Il Comune ha mappato la possibilità di raggiungere a piedi servizi e funzioni quotidiane, individuando così le zone più carenti. Scuole, commercio, verde e strutture pubbliche diventano indicatori attraverso i quali stabilire dove concentrare gli interventi.

È un modello particolarmente interessante per una città estesa come Roma, caratterizzata da forti differenze nella disponibilità di servizi tra un quartiere e l’altro.

Barcellona e Vienna partono dalle strade

Un altro approccio arriva da Barcellona, con le Superilles. All’interno dei cosiddetti Superblocks viene limitato il traffico di attraversamento, recuperando spazio per pedoni, biciclette, alberi e attività di quartiere.

Il modello è stato ripreso anche da Vienna, che nel maggio 2026 ha completato il primo Supergrätzl nel distretto di Favoriten. L’intervento ha permesso di riqualificare e deimpermeabilizzare oltre 7mila metri quadrati e piantare 66 nuovi alberi, riducendo al tempo stesso il traffico nelle strade interne.

In entrambi i casi il tema della prossimità viene legato alla qualità dello spazio pubblico: poter raggiungere un servizio vicino casa dipende anche dalla possibilità di farlo attraverso percorsi sicuri e accessibili.

Roma, un progetto in ciascuno dei 15 Municipi

La Capitale ha scelto una strada propria, individuando 15 ambiti pilota, da Tufello a La Rustica, da Spinaceto a Ostia Antica, fino a Magliana, Palmarola e Labaro.

Gli interventi cambiano a seconda delle caratteristiche dei territori e comprendono connessioni pedonali e ciclabili, nuove aree verdi, piazze, spazi di aggregazione e valorizzazione delle strutture già presenti.

Il confronto europeo mostra quanto sia ampia la famiglia delle città dei 15 minuti. Parigi lavora soprattutto sulla distribuzione delle funzioni e sull’utilizzo degli spazi esistenti, Lisbona individua le carenze dei quartieri, Barcellona e Vienna intervengono con forza sulla struttura delle strade.

Per Roma, il percorso avviato nei Municipi rappresenta un primo laboratorio di questa trasformazione. La prospettiva è quella di una città sempre più policentrica, nella quale la qualità della vita quotidiana dipenda meno dalla distanza dal centro e maggiormente dalla capacità dei quartieri di offrire servizi, spazi pubblici e collegamenti adeguati.

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