Roma, 23 settembre 2026
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Sulla stazione spaziale cinese crescono 14 specie vegetali: l’obiettivo è produrre cibo in orbita

Sulla Tiangong sono state coltivate più di 20 varietà, tra lattuga, carote, girasoli, patate e grano. Gli esperimenti servono a ridurre la dipendenza dai rifornimenti terrestri durante le missioni di lunga durata

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Simulazione orbitale della Stazione Spaziale Cinese Tiangong (Fonte: agenzia Xinhua)

Simulazione orbitale della Stazione Spaziale Cinese Tiangong (Fonte: agenzia Xinhua)

Dalla lattuga alle carote, passando per girasoli, patate e grano. Sulla stazione spaziale cinese Tiangong sono state coltivate finora più di 20 varietà appartenenti a 14 diverse specie vegetali, nell’ambito degli esperimenti cinesi per rendere più autonome le future permanenze umane di lunga durata nello spazio.

I risultati sono stati presentati durante una conferenza di ingegneria medica aerospaziale organizzata a Tianjin, dove l’astronauta Zhang Hongzhang, membro dell’equipaggio della missione Shenzhou-21, ha mostrato fotografie e video dell’“orto spaziale” realizzato a bordo della stazione.

Secondo l’Astronaut Center of China, le sperimentazioni stanno creando le basi tecnologiche per arrivare in futuro a una produzione agricola più ampia direttamente in orbita.

Coltivare cibo per dipendere meno dalla Terra

La produzione di alimenti nello spazio non serve soltanto ad ampliare la dieta degli astronauti.

L’obiettivo di lungo periodo è costruire un sistema capace di rigenerare almeno in parte acqua, aria e cibo, riducendo la quantità di rifornimenti che devono essere inviati dalla Terra.

«Le permanenze di lunga durata nello spazio ci impongono di ridurre la dipendenza dai rifornimenti provenienti dalla Terra», ha spiegato Bian Qiang, esperto dell’Astronaut Center of China.

Gli esperimenti riguardano quello che viene definito supporto vitale ecologico controllato: un ecosistema artificiale e chiuso nel quale le risorse necessarie agli astronauti vengono riciclate e rigenerate il più possibile all’interno della stessa struttura.

Due sistemi per far crescere le piante

A bordo della Tiangong sono attualmente in funzione in modo continuativo due tipi di unità di coltivazione.

La prima utilizza un substrato nel quale crescono le piante. La seconda funziona invece attraverso aeroponica, una tecnica che permette alle radici di svilupparsi senza terreno e di ricevere acqua e sostanze nutritive attraverso una nebulizzazione controllata.

Una nuova unità aeroponica, più efficiente, è stata portata sulla stazione nel 2025.

Da allora il grano ha completato un intero ciclo di crescita in orbita. I semi ottenuti da quel raccolto sono stati utilizzati per una seconda coltivazione, che secondo Bian è ormai vicina alla mietitura.

Durante la precedente missione Shenzhou-21 erano già stati sperimentati diversi tipi di colture: l’equipaggio aveva coltivato più di dieci varietà, tra cui grano, girasoli, pomodori, patate dolci e menta. La stessa missione aveva inoltre sperimentato la coltivazione aeroponica di pomodori e grano.

L’idea di un «orto lunare»

Gli esperimenti guardano anche oltre la stazione spaziale.

Secondo Bian, con il proseguire del programma cinese di esplorazione della Luna, uno degli obiettivi futuri sarà realizzare un vero e proprio «orto lunare», sviluppando sistemi di coltivazione utilizzabili durante permanenze lontane dalla Terra.

Si tratta per ora di un obiettivo di ricerca e non di un progetto operativo con tempi definiti.

La Cina punta intanto ad aumentare progressivamente la durata delle missioni sulla Tiangong. Un membro dell’equipaggio della Shenzhou-23 dovrebbe trascorrere un anno in orbita, mentre il programma cinese prevede un tentativo di allunaggio con astronauti entro il 2030.

Per le missioni sempre più lunghe, riuscire a produrre almeno una parte del cibo direttamente nello spazio potrebbe quindi diventare uno degli elementi necessari per limitare la dipendenza logistica dalla Terra.

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