Roma, 25 febbraio 2026

Prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra «Niki Berlinguer. La signora degli arazzi»

Alla Casina delle Civette di Villa Torlonia a Roma prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra dedicata a Niki Berlinguer. In esposizione una selezione di arazzi e una video-intervista del 1994

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 1 mesi fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra «Niki Berlinguer. La signora degli arazzi»

Visto il grande successo di pubblico, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia è stata prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra «Niki Berlinguer. La signora degli arazzi». Ancora per due settimane sarà possibile ammirare una piccola e pregevole selezione di opere realizzate dalla celebre tessitrice e artista, in un contesto museale che ne valorizza la raffinata ricerca.

Promozione e curatela

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. È curata da Claudio Crescentini, organizzata e ideata da Il Cigno Arte, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo in mostra è edito da «Il Cigno Arte».

L’arte tessile tra tradizione e avanguardia

Conosciuta come «la grande signora italiana degli arazzi», Niki Berlinguer – nome d’arte di Corinna Adelaide Augusta Fidelia (1905-1994) dopo il matrimonio con Mario Berlinguer nel 1950 – ha lavorato con i protagonisti delle correnti artistiche del secondo Dopoguerra, da Umberto Mastroianni ad Achille Perilli, da Renato Guttuso a Piero Dorazio, fino a Emilio Vedova e Corrado Cagli. Attraverso l’arte tessile ha fornito nuove dimensioni linguistiche e cromatiche, unendo l’antica tecnica del piccolo punto a influenze contemporanee e traducendo la pittura in narrazioni tessili.

Arazzi e video-intervista del 1994

Tra gli arazzi in mostra spiccano opere ispirate a maestri come «Aranceto, da Renato Guttuso», «Hammamet, da Paul Klee» e «Dai Cinque Monti, tratto da Emilio Vedova». Il percorso espositivo è arricchito dall’ultima video-intervista dell’artista del gennaio 1994, con regia di Maura Cosenza e riprese di Gianni De Santis, trasmessa grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l'Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar.

Un’occasione da non perdere

L’esposizione rappresenta una straordinaria opportunità per riscoprire una produzione disseminata in oltre quarant’anni di mostre personali e collettive, dal 1952 al 1994, anno della scomparsa dell’artista. La proroga fino al 25 gennaio 2026 conferma l’interesse del pubblico e invita a tornare alla Casina delle Civette per approfondire l’opera di una protagonista assoluta dell’arte tessile italiana.

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