
Il progetto del porto crocieristico di Fiumicino, per come era stato pensato, rischia di subire una battuta d’arresto. L’Antitrust ha infatti espresso pesanti riserve sull’iter e sul contenuto della concessione affidata a Fiumicino Waterfront Srl, una società interamente controllata dal colosso americano Royal Caribbean. Queste osservazioni, indirizzate al sindaco di Fiumicino Mario Baccini, mettono in discussione sia la legittimità che la sostenibilità economica e legale del progetto. In altre parole: sarà necessaria una gara pubblica per l'assegnazione dell'appalto.
In generale, il progetto iniziale prevede la trasformazione di un porto turistico in un terminal crocieristico senza passare per un bando pubblico, giustificando il cambiamento con una variante. Ma secondo l’Antitrust, questo approccio non regge. La variante, per essere legittima, richiederebbe che la funzione originaria di nautica da diporto rimanga primaria, non solo in termini di spazi e infrastrutture, ma anche di ricavi.

Il progetto del nuovo porto di Fiumicino
Il Comune di Fiumicino sostiene che il terminal crocieristico manterrebbe la prevalenza della nautica da diporto. Ma l’Antitrust ha sottolineato che il progetto non dimostra questa prevalenza. Per essere valido, il Piano Economico Finanziario dovrebbe evidenziare che i ricavi derivanti dall’attività diportistica superano quelli legati alle crociere. Una condizione complicata per un terminal destinato prevalentemente alle navi di Royal Caribbean.
Un altro punto critico riguarda l’accesso alla struttura. Il terminal non potrà essere riservato esclusivamente alle navi di Royal Caribbean. L’Antitrust ha infatti sottolineato che il porto dovrà garantire condizioni di accesso eque e non discriminatorie per tutti gli operatori crocieristici.
Nonostante il parere favorevole alla VIA del ministero dell’Ambiente, arrivato il 13 gennaio, il progetto resta fermo. Il sindaco Baccini sulla questione ha dichiarato che sarà fatta «una gara, come abbiamo già chiesto noi come ente attuatore». Ma per far partire i lavori, che prevedono un investimento di circa 600 milioni di euro, è necessaria una riscrittura del progetto e il completamento delle autorizzazioni finali. Oltre tutto, il porto è stato inserito tra le opere essenziali per il Giubileo, il che rende urgente una soluzione.
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