Roma, 11 settembre 2026
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A Pechino un forum sulla digitalizzazione del patrimonio: firmato anche un accordo tra Cina e Italia

Alla Tsinghua University esperti provenienti da oltre 20 Paesi discutono di gemelli digitali, mappatura e nuovi strumenti per conservare e raccontare i beni culturali. Tra le iniziative presentate anche una collaborazione sino-italiana legata al sito di Xanadu

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
La cerimonia di apertura dell’ottavo Simposio internazionale sulla conservazione del patrimonio culturale attraverso la digitalizzazione, a Pechino. Foto Xinhua/Ju Huanzong

La cerimonia di apertura dell’ottavo Simposio internazionale sulla conservazione del patrimonio culturale attraverso la digitalizzazione, a Pechino. Foto Xinhua/Ju Huanzong

Come possono gemelli digitali, sistemi informativi e nuove tecnologie essere utilizzati per conservare e rendere accessibile il patrimonio culturale? È il tema al centro dell’ottava edizione del Simposio internazionale sulla conservazione del patrimonio culturale attraverso la digitalizzazione (CHCD), iniziato il 9 settembre a Pechino.

L’evento, organizzato dalla Tsinghua University, dura quattro giorni e riunisce esperti e studiosi provenienti da oltre 20 Paesi e regioni, insieme a rappresentanti dei settori culturale, tecnologico e industriale.

Nel corso della prima giornata è stato firmato anche un accordo di collaborazione tra Cina e Italia nel turismo culturale digitale, che avrà come riferimento il sito archeologico di Xanadu, nella Mongolia Interna.

Un accordo Cina-Italia legato a Xanadu

La collaborazione sino-italiana è stata presentata durante la cerimonia inaugurale del forum.

Le informazioni diffuse finora indicano Xanadu come riferimento culturale dell’iniziativa, ma non specificano ancora i soggetti italiani firmatari, la durata dell’accordo o quali applicazioni digitali verranno sviluppate.

Il sito è inserito dal 2012 nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Si tratta dei resti della città fondata nel XIII secolo e utilizzata prima come capitale e poi come residenza estiva da Kublai Khan e dalla dinastia Yuan. L’UNESCO la considera una testimonianza dell’incontro tra le culture nomadi mongole e quelle agricole della Cina settentrionale.

Gemelli digitali e mappatura del patrimonio

Paese ospite d’onore dell’edizione 2026 è la Grecia.

Durante una sessione specifica, studiosi ed esperti cinesi e greci si sono confrontati sull’utilizzo della mappatura ad alta precisione, dei gemelli digitali e dei sistemi informativi intelligenti applicati alla conservazione del patrimonio.

I gemelli digitali permettono di creare rappresentazioni virtuali dettagliate di edifici, siti archeologici o altri beni, che possono essere utilizzate per documentarne lo stato, studiare possibili interventi e conservarne una copia digitale aggiornata.

Durante l’apertura è stato inoltre lanciato un progetto dedicato alla rivitalizzazione digitale del patrimonio industriale nucleare GRR1 del Centro nazionale greco per la ricerca scientifica.

Un incontro tra patrimonio e tecnologia

Accanto alle sessioni scientifiche, il programma comprende anche iniziative dedicate al patrimonio culturale immateriale, con una mostra di costumi tradizionali, una fiera dell’artigianato e incontri sulle culture etniche.

«Il nostro obiettivo è costruire una piattaforma aperta e intersettoriale che riunisca governo, industria, mondo accademico e istituti di ricerca», ha spiegato He Yan, presidente del Tsinghua Heritage Institute for Digitalization, tra gli organizzatori esecutivi del simposio.

L’obiettivo dichiarato è sperimentare nuovi modelli nei quali gli strumenti digitali non servano soltanto a documentare i beni culturali, ma anche a sviluppare nuove modalità per studiarli e presentarli al pubblico.

Il CHCD è nato nel 2010 e quella in corso a Pechino è la sua ottava edizione.

Fonte: agenzia Xinhua

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