
Fonte: agenzia Xinhua
Indossare un visore e vedere le creature di un antico testo cinese comparire tra le strade di Pechino. Provare un cavallo robotico, osservare uno chef meccanico al lavoro oppure imparare come vengono realizzate porcellane e tradizionali stampe di Capodanno.
Sono alcune delle esperienze presentate alla China Culture & Tourism Industries Expo 2026, che si è conclusa ieri, 6 settembre, a Tianjin. La manifestazione offre anche uno spaccato della direzione verso cui la Cina sta cercando di sviluppare la propria offerta turistica: accanto ai grandi monumenti, più spazio a tecnologia, cultura locale, artigianato e vita quotidiana.
Il tentativo coincide con una fase di forte crescita degli ingressi dall'estero. Nei primi sei mesi del 2026 la Cina ha registrato 22,91 milioni di ingressi di cittadini stranieri, il 20,4% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Quasi otto su dieci sono avvenuti attraverso una delle modalità che consentono l'ingresso senza visto.
La fiera di Tianjin è durata quattro giorni e ha riunito oltre 2.500 imprese del settore culturale e turistico provenienti da 20 Paesi e regioni, oltre a organizzazioni internazionali e operatori professionali.
Gli spazi espositivi coprivano circa 100mila metri quadrati e comprendevano dieci aree tematiche dedicate, tra le altre cose, alle tecnologie digitali, alle attrezzature turistiche, ai prodotti culturali e alla cooperazione internazionale.
Tra i visitatori c'era il content creator ugandese Kaziro Grace Mukisa, che ha provato un'esperienza in realtà mista ispirata allo Shanhaijing, conosciuto in italiano come Classico dei monti e dei mari, raccolta di testi della tradizione cinese popolata anche da creature fantastiche e racconti mitologici.
Attraverso gli occhiali, personaggi digitali apparivano sovrapposti a ricostruzioni delle antiche strade di Pechino, con la possibilità di interagire con le immagini.
«Si potevano vedere personaggi animati accanto alle scene reali», ha raccontato Mukisa a Xinhua, descrivendo l'esperienza come particolarmente immersiva.
Nella stessa fiera erano presenti robot umanoidi, un cavallo robotico e un sistema automatizzato per la preparazione del cibo, accanto ad attività molto più tradizionali come la decorazione della porcellana, le stampe utilizzate per il Capodanno cinese e la pittura eseguita all'interno delle tabacchiere.
Il racconto raccolto da Xinhua non riguarda però soltanto la tecnologia.
Alcuni visitatori stranieri intervistati dall'agenzia hanno raccontato di preferire, almeno durante parte del viaggio, esperienze lontane dai principali itinerari turistici.
La sudafricana Tuane van der Merwe, per esempio, ha soggiornato con i genitori nel distretto montano di Jizhou, che fa parte della municipalità di Tianjin, scegliendo una struttura immersa nella natura dalla quale era possibile vedere la Grande Muraglia.
Un travel blogger indicato da Xinhua con il nome di Billy ha invece dedicato parte della visita ai quartieri della città: negozi per la colazione, passeggiate lungo il fiume Haihe e scene della vita quotidiana invece dei monumenti più conosciuti.
Sono testimonianze individuali, ma secondo Olesia Razumnaia, direttrice generale dell'agenzia russa Sunmar Travel Agency citata da Xinhua, tra i clienti stranieri starebbe aumentando l'interesse per viaggi più immersivi e per esperienze legate alla cultura e alle abitudini locali.
A fornire un'indicazione più solida sulla crescita dei flussi sono i dati della National Immigration Administration cinese.
Tra gennaio e giugno sono stati registrati 22,91 milioni di ingressi di cittadini stranieri, rispetto a un anno prima +20,4%. Di questi, 17,82 milioni sono avvenuti senza visto nell'ambito delle diverse politiche di esenzione e facilitazione adottate da Pechino: il 77,7% del totale, con una crescita del 30,6% su base annua.
Negli ultimi anni la Cina ha infatti progressivamente allargato sia le esenzioni dal visto per soggiorni brevi sia il sistema di transito senza visto fino a 240 ore, disponibile per i cittadini di un numero crescente di Paesi. Ad agosto il programma di transito è stato esteso anche a cittadini di Kirghizistan e Vietnam, portando a 57 i Paesi interessati.
Anche la spesa dei visitatori internazionali è cresciuta. Secondo il World Travel & Tourism Council, nel 2025 ha raggiunto in Cina i 135 miliardi di dollari, con un aumento del 10,5% rispetto all'anno precedente. Nello stesso anno il WTTC stima oltre 68 milioni di arrivi internazionali.
La diversificazione dell'offerta turistica è anche uno degli obiettivi indicati dal governo cinese per il periodo 2026-2030.
Il piano nazionale approvato per il 15esimo Piano quinquennale punta a integrare maggiormente cultura e turismo, migliorare i servizi e sviluppare nuovi prodotti ed esperienze. Il governo ha indicato inoltre la necessità di rendere più semplice l'accoglienza dei visitatori stranieri.
In questo quadro rientrano formule che vanno dal turismo gastronomico all'artigianato, dalle esperienze tecnologiche ai viaggi di studio, fino agli eventi, allo shopping e alle attività legate al patrimonio culturale.
La fiera di Tianjin ha mostrato una parte di questo tentativo: affiancare alla Cina delle grandi attrazioni storiche una proposta costruita anche sull'esperienza diretta dei luoghi, sulle tecnologie e sulla vita quotidiana delle città.
Fonte: agenzia Xinhua
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