
Papa Leone XIV (Vatican News)
Nuovi aiuti umanitari partono dalla Città del Vaticano verso Ucraina e Libano. Papa Leone ha disposto l’invio di beni di prima necessità, in particolare farmaci, destinati alle popolazioni colpite dai conflitti in corso nei due Paesi.
Dalla basilica greco-cattolica di Santa Sofia a Roma sono partiti in questi giorni ulteriori convogli diretti in Ucraina, dove la guerra continua a mettere sotto pressione il sistema sanitario e le condizioni di vita della popolazione civile.
A coordinare la distribuzione degli aiuti è la rete ecclesiale e del volontariato. Il rettore della basilica, don Marco Semehen, sacerdote impegnato nell’assistenza alla comunità ucraina, ha spiegato che «si tratta del centocinquantesimo tir che parte dalla nostra basilica».
I materiali inviati comprendono bancali di medicinali, in particolare antibiotici e antinfiammatori, destinati agli ospedali e alla distribuzione locale attraverso le organizzazioni di volontariato ucraine.
La raccolta è stata possibile grazie al supporto del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e della Fondazione Banco Farmaceutico, realtà attiva nella raccolta e redistribuzione di medicinali per fini solidali.
Parallelamente, l’Elemosineria Apostolica, l’ufficio della Santa Sede incaricato delle opere di carità del Papa, ha organizzato una spedizione di aiuti anche per il Libano. Il carico comprende circa 15mila confezioni di farmaci di prima necessità.
I medicinali, tra cui antibiotici, antidiabetici, antipertensivi, antinfiammatori e integratori multivitaminici, saranno distribuiti tramite la nunziatura apostolica di Beirut, punto di riferimento per la Chiesa cattolica nel Paese.
A spiegare il senso dell’iniziativa è monsignor Luis Marín de San Martín, elemosiniere apostolico, figura responsabile della gestione delle opere caritative del Papa. «Abbiamo raccolto tutto quello che può servire - spiega - in particolare pensando ai bisogni dei più fragili, i malati e i bambini».
Nel carico sono inclusi anche pacchi famiglia, materiali per l’igiene, coperte isotermiche, alimenti e abiti. «Sono stati donati per loro soprattutto farmaci, pacchi famiglia, materiali per l’igiene, coperte isotermiche, cibo e tanti vestiti di ottima qualità», aggiunge.
L’iniziativa si inserisce in un impegno più ampio della Santa Sede a sostegno delle popolazioni colpite da crisi umanitarie. Gli invii di farmaci e beni essenziali rappresentano una risposta concreta alle emergenze sanitarie aggravate dalla guerra, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili.
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