
Un’applicazione per aiutare a prevenire le fratture da fragilità e migliorare l’assistenza alle persone affette da osteoporosi. È questo l’obiettivo di “Think Bone. Non mollare l’osso”, il progetto ideato da Laura Tafaro, specialista in Geriatria, Osteoporosi e fratture da fragilità dell’ospedale Sant’Andrea di Roma e ricercatrice della Sapienza.
L’app nasce per rendere più accessibili le informazioni sulla salute delle ossa e favorire il collegamento tra medici di famiglia, specialisti e cittadini. Uno strumento pensato per individuare più rapidamente le persone a rischio e contribuire a costruire percorsi di assistenza meno frammentati.
Il progetto punta a creare una rete di competenze sanitarie che accompagni il paziente dalla valutazione iniziale fino all’eventuale trattamento e ai controlli successivi.
«L’applicazione è pensata per i medici di medicina generale, gli specialisti e tutti i professionisti sanitari che si occupano della salute dell’osso», spiega Tafaro, sottolineando l’importanza di uno strumento capace di facilitare la condivisione delle informazioni e il coordinamento delle cure.
Un ruolo centrale è affidato ai medici di medicina generale, che possono riconoscere i primi fattori di rischio e indirizzare i pazienti verso gli accertamenti necessari. Agli specialisti spetta invece la definizione del percorso diagnostico e terapeutico più indicato.
L’osteoporosi è una malattia cronica che può svilupparsi senza manifestazioni evidenti. Spesso il primo segnale è proprio una frattura, con conseguenze potenzialmente rilevanti soprattutto per le persone anziane, dalla perdita di mobilità alla riduzione dell’autonomia.
Secondo quanto evidenziato dall’ospedale Sant’Andrea, la prevenzione deve concentrarsi in particolare sulle donne dopo la menopausa, sugli anziani, sulle persone che hanno già riportato fratture da fragilità e su chi presenta una familiarità per fratture osteoporotiche.
Tra gli ulteriori fattori di rischio rientrano alcune condizioni cliniche e l’utilizzo prolungato di determinati farmaci, tra cui i corticosteroidi.
Individuare tempestivamente la fragilità scheletrica consente di valutare il rischio individuale, definire le terapie necessarie e verificarne l’efficacia nel tempo.
Accanto alla diagnosi precoce, la tutela della salute delle ossa passa attraverso comportamenti quotidiani. Un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica regolare, l’assenza di fumo e un consumo moderato di alcol contribuiscono alla prevenzione. Anche un’adeguata esposizione alla luce solare riveste un ruolo importante.
A queste abitudini devono affiancarsi controlli medici e approfondimenti personalizzati, stabiliti considerando età, condizioni di salute e fattori di rischio.
«L’obiettivo è intercettare prima la fragilità scheletrica e poi ridurre il rischio di conseguenze che possono compromettere l’indipendenza personale», sottolinea Tafaro.
La nuova applicazione Think Bone. Non mollare l’osso è disponibile per dispositivi Android e iOS e punta a diventare un riferimento per chi si occupa di prevenzione e gestione delle patologie osteometaboliche.
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