Roma, 10 giugno 2026
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Al Grassi di Ostia arriva il visualizzatore 3D per la chirurgia oculistica

La nuova strumentazione, operativa da pochi giorni nell’ospedale della ASL Roma 3, è pensata per ottimizzare gli interventi in sala operatoria e migliorare qualità dell’immagine ed ergonomia per i chirurghi

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 3'
Al Grassi di Ostia arriva il visualizzatore 3D per la chirurgia oculistica

Da pochi giorni è operativo all’ospedale Grassi di Ostia un nuovo sistema di visualizzazione in 3D per la chirurgia oftalmica. Si tratta di una strumentazione di ultima generazione, pensata per rendere più performante l’attività in sala operatoria e ottimizzare l’operatività durante gli interventi.

Il nuovo visualizzatore, in dotazione all’ospedale lidense della ASL Roma 3 e presente solo in un altro nosocomio del Lazio, offre diversi vantaggi per l’attività chirurgica e per le prestazioni rivolte ai pazienti.

I vantaggi del visualizzatore 3D

A spiegare le caratteristiche dello strumento è il dottor Andrea Niutta, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’ospedale Grassi.

Il sistema consente, spiega Niutta, benefici che riguardano «innanzitutto la profondità di campo, passando per elevate prestazioni di ingrandimento, ottimizzazione dell’immagine chirurgica digitale, riduzione nell’utilizzo dell’intensità della luce e dell’endo illuminazione rivolta al paziente, arrivando a migliori caratteristiche ergonomiche durante le chirurgie per l’operatore e la registrazione e riproduzione dei video in 2D e 3D».

La nuova tecnologia punta quindi a migliorare sia la qualità della visione durante l’intervento sia le condizioni operative per il chirurgo, in particolare nelle procedure più lunghe e complesse.

Più ergonomia per il chirurgo e immagini ad alta qualità

«È uno strumento innovativo che unisce la precisione chirurgica alla possibilità offerta al chirurgo di lavorare in una posizione più ergonomica, riducendo l’affaticamento fisico durante interventi lunghi e complessi», sottolinea ancora Niutta.

Il direttore della UOC di Oculistica evidenzia anche la qualità dell’immagine, che permette «performances davvero importanti». Il visualizzatore, aggiunge, favorisce inoltre la collaborazione dell’intero staff chirurgico grazie all’esperienza immersiva offerta dalla chirurgia tridimensionale.

Un aspetto che incide anche sull’apprendimento del personale, oltre che sulle prestazioni legate alla qualità dell’immagine, sia nel segmento anteriore sia nel segmento posteriore dell’occhio.

Dalla cataratta alla chirurgia vitreoretinica

Il nuovo visualizzatore 3D può essere utilizzato soprattutto negli interventi di microchirurgia oculistica.

Tra le procedure indicate rientrano gli interventi di cataratta, con sostituzione del cristallino opacizzato mediante una lente artificiale, gli interventi mininvasivi per la chirurgia del glaucoma e la chirurgia vitreoretinica.

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