Roma, 14 aprile 2026
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Omicidi Villa Pamphili: è scontro tra i periti sulla capacità di intendere di Francis Kaufmann

Al termine del confronto, i giudici si sono riservati di decidere sulla richiesta di sospensione per incapacità temporanea. Al momento, non è stata fissata una nuova udienza

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Omicidi Villa Pamphili: è scontro tra i periti sulla capacità di intendere di Francis Kaufmann

Un’udienza fiume, tesa e scandita da un durissimo scontro tra esperti, quella che si è consumata ieri, lunedì 13 aprile, nell’aula della Prima Corte d’Assise di Roma.

Al centro del dibattito la capacità di stare in giudizio di Francis Kaufmann, il cittadino americano accusato dell’efferato duplice omicidio della compagna, Anastasia Trofimova, e della figlioletta Andromeda, i cui corpi furono rinvenuti il 7 giugno scorso tra la vegetazione di Villa Pamphili.

La perizia: «Disturbo psicotico, serve terapia»

I periti nominati dalla Corte hanno illustrato gli esiti di sei ore di colloqui intercorsi con l'imputato nel carcere di Regina Coeli. Un ritratto, il loro, che parla di una mente frammentata. Da un lato le accuse strampalate agli specialisti («siete spie e stupratori») e le farneticazioni su presunte parentele con la star di Hollywood Harrison Ford. Dall'altro, improvvisi sprazzi di lucidità, specialmente quando il discorso cadeva sui risarcimenti economici alle vittime.

Secondo il professor Giovanni De Girolamo, la diagnosi è netta: «Siamo in presenza di un soggetto con un disturbo psicotico. Per lui c'è una incapacità temporanea di stare in giudizio. È necessario un percorso farmacologico di almeno trenta giorni, dopo i quali Kaufmann potrà perfettamente partecipare al processo».

L'accusa non ci sta: «È una strategia manipolatoria»

Una linea, quella della difesa e dei periti della Corte, che ha trovato il muro invalicabile della Procura. Il pubblico ministero Antonio Verdi ha respinto fermamente l'ipotesi di una sospensione, paventando il rischio di un binario morto, se il processo venisse sospeso e Kaufmann rifiutasse le cure, il procedimento rischierebbe uno stop «sine die».

«La perizia si è limitata a poche ore di visita», ha tuonato il pm. «Siamo di fronte a finti deliri indirizzati strategicamente a manipolare il sistema. Kaufmann sta attuando la sua solita strategia». Per questo, l'accusa ha chiesto il rigetto delle conclusioni o, in subordine, la nomina di un nuovo collegio peritale che includa anche un medico legale.

I consulenti: «Simulazione grossolana»

Sulla stessa lunghezza d'onda i consulenti di parte. Per Stefano Ferracuti, consulente della Procura, Kaufmann possiede pieni elementi cognitivi e non presenta gli atteggiamenti tipici di uno schizofrenico. Ancor più dura la psicologa forense Roberta Bruzzone, consulente di una delle parti civili: «L'imputato è consapevole della gravità di ciò che ha fatto. Sa di non avere via d'uscita giudiziaria e sta quindi simulando in maniera piuttosto grossolana e maldestra una condizione psichiatrica».

Decisione al buio

Al termine del confronto, i giudici si sono riservati di decidere sulla richiesta di sospensione per incapacità temporanea. Al momento, non è stata fissata una nuova udienza, lasciando il processo per i delitti di Villa Pamphili in una fase di estrema incertezza: si attende di capire se prevarrà la linea clinica della perizia o quella del «grande simulatore» sostenuta dall'accusa.

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