
Attraversare la strada a un incrocio senza strisce pedonali potrebbe diventare vietato. È il paradosso che, secondo il Movimento Diritti dei Pedoni, emerge dalla bozza del nuovo Codice della Strada predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Se la norma venisse confermata, uno dei gesti più ordinari e necessari per spostarsi nelle città potrebbe trasformarsi in un comportamento illecito. L’associazione ha lanciato l’allarme nel contributo trasmesso al MIT nell’ambito della consultazione sul nuovo Codice della Strada, chiusa domenica 13 settembre.
Il punto contestato riguarda gli incroci, luoghi che rappresentano una parte essenziale della mobilità quotidiana. Le città sono infatti costruite su strade che si incontrano e proprio agli incroci è frequente la necessità di attraversare per raggiungere il lavoro, la propria abitazione, la scuola o qualsiasi altro luogo. «Quanti di essi, in qualunque città italiana, non hanno le strisce pedonali? E davvero la risposta della legge può essere: Qui non puoi attraversare?», osserva il Movimento Diritti dei Pedoni, evidenziando il rischio che una norma pensata per aumentare la sicurezza possa finire per limitare la possibilità stessa di muoversi a piedi.
«È un paradosso. Si vuole aumentare la sicurezza stradale, ma in risposta ad un rischio, come può essere attraversare la strada a un incrocio, la norma propone di rimuovere dalle strade chi è esposto al pericolo, cioè le persone, per tutelarle meglio». Per l’associazione, la disposizione sugli incroci rappresenterebbe uno dei segnali più preoccupanti di un problema più generale presente nella bozza del nuovo Codice. Secondo il Movimento, infatti, all’aumentare delle condizioni di rischio corrisponderebbe una crescente richiesta rivolta alle persone più vulnerabili di proteggersi autonomamente.
Il Movimento Diritti dei Pedoni contesta in particolare l’idea che chi si muove a piedi debba assicurarsi di essere stato visto, rendersi sufficientemente visibile e, nei casi più estremi, rinunciare a utilizzare la strada. La prudenza di chi cammina, sottolinea l’associazione, resta necessaria, ma non può diventare lo strumento con cui compensare i rischi che il sistema non è riuscito a eliminare. Per ridurre concretamente il pericolo, secondo il Movimento, occorrerebbe invece intervenire sulle cause che possono provocare incidenti e danni: velocità, visibilità, infrastrutture e comportamenti.
La critica si lega quindi a una concezione della sicurezza stradale che, secondo l’associazione, dovrebbe partire dalla riduzione del rischio e non dalla limitazione della presenza dei pedoni nello spazio pubblico. «Camminare non è un’anomalia della circolazione: è la sua forma più elementare e universale e fa funzionare la mobilità. Le nostre città non diventano più sicure vietando i gesti elementari per viverla. Diventano semplicemente città che non funzionano più per le persone. Se non è questo che il MIT intende ottenere, corregga il testo». Il Movimento Diritti dei Pedoni chiede dunque una modifica della bozza, mettendo al centro il principio secondo cui, se gli incroci presentano condizioni di pericolo, la risposta dovrebbe essere la riduzione del rischio e non l’allontanamento delle persone dalle strade.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi