Roma, 21 aprile 2026
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Nuovi laboratori di oreficeria al Nathan, investimento da 2,7 milioni: posata la prima pietra

Scommessa sulla formazione e sul lavoro: quattro nuovi spazi, due dedicati all’alta gioielleria. Obiettivo: pronti entro settembre per l’avvio dell’anno scolastico

di Camilla Palladino - TEMPO DI LETTURA 3'
Nuovi laboratori di oreficeria al Nathan, investimento da 2,7 milioni: posata la prima pietra

Un cantiere che guarda al futuro dei mestieri. Nel cuore del Torrino, prende forma un progetto che intreccia tradizione artigianale e prospettive occupazionali. Nel pomeriggio di martedì 21 aprile è stata posata la prima pietra dei nuovi laboratori di oreficeria all’interno del Centro di Formazione Professionale Ernesto Nathan, uno dei poli pubblici strategici per la formazione tecnica nella Capitale. La cerimonia ha segnato l’avvio ufficiale di un intervento che punta a rafforzare l’offerta formativa pubblica, con un investimento complessivo pari a 2,7 milioni di euro. Un progetto che nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale, Città Metropolitana e Fondazione Bvlgari, già avviata con un accordo siglato nel settembre 2024. A partecipare all’evento, tra gli altri, il sindaco Roberto Gualtieri, il ceo di Bvlgari e presidente della Fondazione Bvlgari Jean-Christophe Babin, la direttrice del centro Francesca Masanotti, il consigliere metropolitano Daniele Parrucci, insieme all’assessora alla Scuola Claudia Pratelli e alla presidente del IX municipio Titti Di Salvo.

Quattro nuovi laboratori, due per l’alta oreficeria

Il progetto prevede la realizzazione di quattro nuovi spazi didattici, di cui due interamente dedicati all’alta oreficeria. Gli altri saranno destinati ad ulteriori specializzazioni formative, in linea con l’ampliamento dell’offerta del centro. L’obiettivo è chiaro: creare ambienti moderni e attrezzati, capaci di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro già durante il percorso formativo. I nuovi laboratori saranno pronti entro settembre, così da accogliere gli studenti già all’inizio del prossimo anno scolastico. Più lunghi, invece, i tempi per gli interventi sulle aree esterne dell’edificio, che si concluderanno entro aprile 2027, includendo anche l’adeguamento degli impianti e il conseguimento delle certificazioni di sicurezza.

Il progetto del Polo pubblico della formazione

L’iniziativa si inserisce nel più ampio disegno del Polo Pubblico della Formazione Professionale, promosso da Roma Capitale e Città Metropolitana con l’intento di consolidare e replicare modelli già sperimentati con successo. Negli ultimi anni, infatti, sono stati avviati diversi accordi con aziende di rilievo internazionale per attivare percorsi altamente qualificanti all’interno di strutture pubbliche. Un esempio recente è quello dei corsi di alta formazione nell’hotellerie presso Castel Fusano, anch’essi nati dalla collaborazione con Fondazione Bvlgari.

Gualtieri: «Un passo concreto per i giovani»



Nel corso della cerimonia, il sindaco Gualtieri ha sottolineato il valore strategico dell’intervento, evidenziando il legame tra formazione e occupazione: «Con la posa della prima pietra dei nuovi laboratori di alta oreficeria al Centro Nathan compiamo un passo concreto nel rafforzamento della formazione professionale pubblica a Roma. La collaborazione con Fondazione Bvlgari rappresenta un investimento importante sui giovani e sulle competenze legate a un settore che fa parte della tradizione produttiva della nostra città e del Paese. Creare opportunità formative di qualità dentro strutture pubbliche sempre più moderne e connesse al mondo del lavoro è un obiettivo fondamentale per accompagnare le nuove generazioni verso percorsi qualificati e prospettive occupazionali solide». Parole che tracciano una linea precisa: investire sulle competenze come leva per il futuro della città.

Babin: «Le mani intelligenti patrimonio da tramandare»

Sulla stessa lunghezza d’onda Jean-Christophe Babin, che ha ribadito l’impegno della maison nel sostenere la formazione artigianale: «La posa della prima pietra dei nuovi laboratori di alta oreficeria presso il Centro di Formazione Professionale Ernesto Nathan rappresenta un ulteriore passo concreto nell’impegno di Bvlgari e di Fondazione Bvlgari a favore delle nuove generazioni e della trasmissione del sapere artigianale. In Bvlgari definiamo i nostri artigiani ‘mani intelligenti’: un patrimonio unico di competenze e sensibilità che non solo crea bellezza, ma rappresenta un valore prezioso da custodire e tramandare. Crediamo profondamente nella formazione come leva per preservare e innovare l’eccellenza del Made in Italy. Questo progetto, sviluppato in sinergia con le istituzioni del territorio, testimonia la nostra volonta’ di investire nel talento, offrendo opportunita’ professionali qualificate e contribuendo al futuro dell’arte orafa italiana».

Iscrizioni già avviate e primi segnali di interesse

A confermare il potenziale del progetto è anche il dato sulle iscrizioni: i corsi non sono ancora partiti, ma l’interesse è già concreto. «Siamo orgogliosi della collaborazione con Bvlgari che va avanti dal 2024 e che si arricchisce di nuove importanti novità per le nuove generazioni che intendono avviarsi all’arte orafa», ha spiegato Daniele Parrucci. «Un progetto che sta avendo un grande successo perché da quando abbiamo annunciato insieme al sindaco Gualtieri l’apertura delle iscrizioni al corso sono già arrivate venti adesioni malgrado i laboratori siano ancora in fase di realizzazione. Questo significa che la nostra città sta riscoprendo gli antichi mestieri investendo su un artigianato di qualità che è quello che ha fatto del made in Italy un brand internazionale».

Tra tradizione e innovazione

Il cantiere del Nathan racconta una città che prova a tenere insieme passato e futuro. Da un lato, la valorizzazione di un sapere antico come quello orafo. Dall’altro, la necessità di aggiornare strumenti, spazi e percorsi formativi per renderli competitivi. Una sfida che passa dalla scuola pubblica e dal dialogo con le imprese, con l’obiettivo di costruire opportunità concrete per le nuove generazioni. E che, almeno sulla carta, ha già iniziato a lasciare il segno.

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