
Roma si prepara ad accogliere la prima edizione del «Nina Festival, né intelligente né artificiale» da venerdì 8 maggio a domenica. Un appuntamento per riflettere in maniera critica sull'intelligenza artificiale insieme ad artiste, ricercatori, attivisti, giornalisti, esperti e appassionati di tecnologia.
Il festival - con mostre, workshop, talk e performance - si snoderà in tre aree tra il Millepiani CoWorking, lo spazio L863 e il centro sociale La Strada e vedrà la partecipazione di alcuni rappresentanti istituzionali. Tra loro il presidente dell'VIII municipio Amedeo Ciaccheri.
Il tema centrale dell'evento è racchiuso nella parole «incomputabilità»: ciò che non può o non dovrebbe essere ridotto a calcolo. Una riflessione che attraversa l’arte contemporanea e si intreccia con l’uso dell’AI generativa, dei modelli linguistici e dei sistemi di governance algoritmica. Non solo: durante il festival si affronterà il ruolo dei dati ma anche l’impatto sociale ed ecologico dei sistemi computazionali, e le trasformazioni del lavoro tra automazione e precarizzazione. Ci sarà, poi, un focus sulle tecnologie di sorveglianza e riconoscimento facciale, simbolo delle tensioni tra controllo, visibilità e identità.
Nina lancia contestualmente un canale anonimo di segnalazione per raccogliere testimonianze sui sistemi algoritmici di selezione del lavoro «con l'obiettivo - spiegano gli organizzatori - di costruire evidenze per azioni legali collettive». Il festival ha il patrocinio dell'VIII municipio di Roma e del IX municipio di Milano e la partnership culturale del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.
Si parte venerdì 8 maggio con l’inaugurazione della Mostra dell’Incomputabile presso L863, a cura di Daniela Cotimbo e Natalia Stanusch. In serata, al Millepiani, il talk «Né intelligente né neutrale: l’AI nel giornalismo» apre il dibattito pubblico sull'autonomia dell’informazione con Teresa Numerico, Fabio Ciotti e Emanuele Bonaccorsi. Sabato 9 maggio, oltre all’intervento del ricercatore Vladan Joler, il programma include anche workshop pratici e sociali: uno sportello chatbot gratuito per persone di origine straniera, pensato per facilitare l’accesso a servizi come sanità e anagrafe; il laboratorio «Bonfire - framework open source per il Fediverso» orientato alla creazione di spazi digitali comunitari. Nel pomeriggio ci sarà la presentazione del libro «Onnipotenti» di Irene Doda, mentre alle 19 sarà lanciato il numero zero della rivista «Intelligenza Autonoma», pensata come un manuale di difesa digitale.
Domenica 10 maggio il festival entra nel vivo della sperimentazione. La giornata si apre con workshop tecnici come «Lo Stregatto», progetto open source per costruire servizi basati su AI, e «Bonifacio VIII» per rispondere alla domanda «che senso ha addestrare il più cattivo dei chatbot?».

Nel pomeriggio spazio alla dimensione politica e urbana con il talk «Il gemello digitale», dedicato ai dati condivisi e alla progettazione collettiva delle città. Seguono: «Ghostati», workshop di fashion-tech che mette alla prova tecnologie di riconoscimento facciale e contromisure pratiche; «Really but really human resources», incontro sulle discriminazioni nei sistemi di selezione automatizzata del lavoro, con la presentazione del sindacato universale digitale. Prima della chiusura, affidata alla performance musicale immersiva di Hiba Ali e al Djset, è atteso l'intervento dell'assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio.
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