Roma, 10 gennaio 2026
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Mario Schifano, a Roma una grande retrospettiva sull’icona dell’arte italiana del Novecento

Da marzo a luglio 2026 Palazzo Esposizioni Roma dedica una grande retrospettiva a Mario Schifano con oltre cento opere: un viaggio cronologico tra pittura, fotografia, cinema e impegno sociale

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 11 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Da marzo a luglio 2026 Palazzo Esposizioni Roma ospita una grande retrospettiva dedicata a Mario Schifano, figura centrale e amatissima dell’arte italiana del secondo Novecento. La mostra rappresenta un nuovo capitolo del programma di studio e valorizzazione delle personalità e dei movimenti che hanno segnato la cultura visiva emersa a Roma nel dopoguerra.

Il progetto propone una lettura ampia e rigorosa dell’opera di Schifano, artista nato a Homs, in Libia, nel 1934 e scomparso a Roma nel 1998, restituendone la forza sperimentale e la capacità di dialogare con il proprio tempo attraverso linguaggi diversi.

Oltre cento opere per raccontare una ricerca incessante

«Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura», scriveva nel 1963 il critico e poeta Cesare Vivaldi. È a questa definizione, essenziale e condivisa, che la mostra intende dare risonanza attraverso una selezione di oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.

Il percorso espositivo si sviluppa nella rotonda e nelle sette grandi sale al piano terra, con un ordinamento cronologico che va dagli esordi fino ai lavori degli anni Novanta. Dai primi esperimenti materici ai celebri monocromi, dalle iconografie mediate dalla fotografia ai riferimenti alla storia dell’arte, fino ai paesaggi TV, all’immagine in movimento e alle opere di esplicito impegno sociale.

Pittura, fotografia e cinema in dialogo continuo

La mostra evidenzia la predilezione di Schifano per il lavoro in serie, accostando opere affini realizzate nello stesso periodo e documentando le novità del suo linguaggio fin dal loro primo apparire. Lungo il percorso emerge una continua rigenerazione della pittura attraverso tecniche e materiali diversi, tra cui il cinema, elemento centrale della sua ricerca.

Al cinema di Schifano è dedicato un programma di proiezioni nella Sala Cinema di Palazzo Esposizioni, con ingresso gratuito per tutta la durata della mostra, offrendo al pubblico un’esperienza estesa e reiterabile.

Catalogo, studi critici e public program

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Electa che raccoglie, oltre al testo della curatrice, contributi di storici e storiche dell’arte di diverse generazioni, tra cui Manuel Barrese, Fabio Belloni, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa e Flavio Fergonzi. Completano il progetto un ricco public program e un articolato calendario di attività educative rivolte a pubblici differenti, a conferma della vitalità e dell’attualità dell’opera di Mario Schifano.

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