
Torna a La Nueva Ola – Festival del cinema spagnolo e latinoamericano, giunto alla 19ª edizione e in programma dal 6 al 10 maggio 2026 al Cinema Barberini. La manifestazione, diretta da Iris Martin-Peralta e Federico Sartori, conferma la propria linea editoriale attenta alle trasformazioni interiori e ai conflitti psicologici, proponendo opere che interrogano identità, memoria e fragilità.
In concorso per il Premio Urban Vision Group, «Las corrientes» e «La furia» offrono due percorsi differenti ma complementari sulla crisi personale e sulla possibilità di ricostruzione.
Con «Las corrientes», la regista argentina Milagros Mumenthaler costruisce un racconto intimo e rarefatto. Protagonista è Lina, stilista divisa tra Europa e Buenos Aires, la cui esistenza cambia improvvisamente durante un soggiorno in Svizzera. Tornata in Argentina, sceglie il silenzio, dando avvio a un percorso interiore fatto di ricordi rimossi e fragilità irrisolte.
La narrazione procede per sottrazione: l’evento scatenante resta fuori campo e il film si concentra su tempi dilatati, dettagli e spazi domestici. Al centro, l’interpretazione di Isabel Aimé González Sola, che restituisce una presenza trattenuta ma attraversata da tensioni profonde.
Presentato al Toronto International Film Festival e al San Sebastián International Film Festival, il film è stato accolto come un’opera matura, capace di interrogare l’identità femminile contemporanea senza semplificazioni.
Su un registro diverso si muove «La furia», esordio alla regia della cineasta spagnola Gemma Blasco. Il film segue Álex, giovane attrice che, dopo un’aggressione di cui non riesce a identificare il responsabile, trova nella rappresentazione teatrale di Medea una via per elaborare il trauma.
Lontano dai codici del dramma sociale, il racconto assume una dimensione quasi mitologica, in cui la rabbia diventa linguaggio espressivo. La prova di Ángela Cervantes, intensa e viscerale, attraversa l’intero film e ne costituisce il fulcro emotivo.
Attraverso «Las corrientes» e «La furia», La Nueva Ola conferma la propria identità di festival capace di portare sullo schermo un cinema che indaga le tensioni più profonde della contemporaneità. Due opere che, pur con linguaggi diversi, esplorano la dimensione invisibile delle emozioni e invitano il pubblico a confrontarsi con i processi di trasformazione personale.
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