Roma, 10 giugno 2026
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«Roma vietata», il viaggio fotografico nella città degli anni 70' e le domande sul futuro del centro storico nell'era dell'overtourism

Le fotografie di Enrico Blasi sono il punto di partenza di «Roma Vietata. Viaggio nella città raggiungibile», il volume curato dal giornalista Stefano Ciavatta e dall'architetto Luca Galofaro e pubblicato da Humboldt Books, presentato alla libreria Spazio Sette

di Titty Santoriello Indiano - TEMPO DI LETTURA 2'
«Roma vietata», il viaggio fotografico nella città degli anni 70' e le domande sul futuro del centro storico nell'era dell'overtourism

Piazza Venezia invasa dalle automobili. File di vetture parcheggiate davanti al Pantheon, a Piazza del Popolo, ai monumenti più celebri della Capitale. Immagini che oggi appaiono inconcepibili ma che negli anni Settanta rappresentavano la normalità di una città ancora completamente accessibile alle auto.

Le fotografie di Enrico Blasi sono il punto di partenza di «Roma Vietata. Viaggio nella città raggiungibile», il volume curato dal giornalista Stefano Ciavatta e dall'architetto Luca Galofaro e pubblicato da Humboldt Books, presentato, martedì 9 giugno, alla Libreria Spazio Sette.

Le immagini raccontano il centro storico di Roma negli anni 70' che, visto con lo sguardo contemporaneo, appare come un orrore di lamiere e motori. Eppure il libro invita a leggere quelle fotografie andando oltre l’impatto visivo. Non per nostalgia, ma per interrogarsi sul rapporto tra i cittadini e la loro città.

«Una città più vissuta che consumata», scrivono gli autori nel volume, che, tra l'altro, pone una domanda: come si può restituire Roma alle cittadine e ai cittadini nell’epoca dell’overtourism?

Attraverso fotografie, archivi, cartoline, grafici, ritagli di giornale e documenti storici, Roma Vietata ripercorre la stagione della Roma precedente alla Ztl, ai parcometri e alle limitazioni del traffico nel centro storico. Un luogo in cui «raggiungere il cuore della città era un diritto, un bisogno, una faccenda naturale e familiare, mai una colpa».

Durante la presentazione, Luca Galofaro ha spiegato che il libro nasce anche da un’esperienza personale legata al rapporto dei romani con il centro storico.

«Usavo l’automobile per arrivare nel centro della città. Portavo amici che venivano da altre città a fare un tour di Roma», ha raccontato.

Galofaro ha, però, precisato che il volume non vuole essere una celebrazione del passato: «Questo non vuole essere un libro nostalgico, non rimpiangiamo quella Roma» ma oggi «per noi romani è una fatica incredibile venire in centro».

Una riflessione condivisa dal giornalista Stefano Ciavatta che ha evidenziato come negli ultimi decenni sia cambiato profondamente il rapporto quotidiano tra i cittadini e il centro storico.

Se da una parte «c’è più rispetto dei beni culturali», dall’altra «il centro storico si vive di meno». Secondo Ciavatta, la progressiva scomparsa di uffici, enti e luoghi di lavoro ha ridotto la presenza dei residenti e dei lavoratori: «I grandi enti non ci sono più, non ci vanno più a lavorare le persone in centro». Perché Roma «è stata trasformata in un resort»

Gli autori si interrogano su ciò che è andato perduto insieme alle immagini degli anni 70' in una città che sta virando, a ragione, verso una sempre maggiore riduzione dell'utilizzo dell'automobile. Guardano alla Roma di allora per immaginare il futuro della Capitale. E auspicano una città capace di proteggere il proprio patrimonio senza trasformarsi esclusivamente in una destinazione turistica, restituendo ai romani quel rapporto di familiarità e appartenenza che vivevano nel passato.

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