Roma, 27 gennaio 2026
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«Il potere è una cosa terribile»: intervista al regista russo Kirill Serebrennikov

Regista russo tra i più riconosciuti al mondo, Serebrennikov presenta a Roma "La scomparsa di Josef Mengele"

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 3'

Kirill Serebrennikov è uno dei registi russi più affermati e riconosciuti a livello mondiale. Nato nel 1969 a Rostov-sul-Don, ha iniziato la sua carriera nel teatro e nella televisione, per poi imporsi nel cinema internazionale. I suoi film sono stati presentati nei festival più prestigiosi, da Cannes a Venezia, fino a Karlovy Vary.

Da sempre critico nei confronti del Cremlino e di Vladimir Putin, Serebrennikov è stato condannato in patria in quello che molti oppositori definiscono un processo farsa. È stato a lungo agli arresti domiciliari e gli è stato impedito di lasciare la Russia, anche per partecipare a Cannes.

Oggi il regista vive a Berlino: nel 2022 gli stato concesso di lasciare Mosca, un’opportunità che definisce un privilegio.

Tra i suoi lavori recenti Leto (Summer) e Limonov: The Ballad, il primo film girato fuori dalla Russia. Serebrennikov continua a raccontare, da lontano, le contraddizioni e le ferite della Russia, forse anche tramite storie passate di altri Paesi, come in questo caso la Germania nazista, principale nemico proprio della Russia durante la Seconda guerra mondiale.

Ora la Russia è nuovamente in guerra in Ucraina. Un conflitto che Serebrennikov ha sempre definito «autodistuttore» per la stessa Russia e possibile solo dopo tanti anni di «propaganda incontrollata».

Abbiamo incontrato il regista a Roma durante la presentazione del suo ultimo film, La scomparsa di Josef Mengele, che uscirà al cinema il prossimo giovedì, 29 gennaio.

Nel film scegliete di raccontare la vita quotidiana di un criminale come Mengele, la sua esistenza misera e banale.

Sì. Infatti il film, non a caso, si chiama La scomparsa di Mengele, perché non si tratta solo della sua sparizione fisica, della sua fuga dalla giustizia.
È anche la sua disgregazione come essere umano, lo sgretolamento della sua anima in questo misero tentativo di nascondersi nei meandri, negli angoli più piccoli dell’America Latina, sfuggendo alla pena di morte.

È un modo, secondo lei, più efficace anche politicamente e giornalisticamente per smascherare il potere, invece di “sbattere il mostro in prima pagina”

Penso sia un modo giusto, perché gli esseri umani possono fare errori, possono essere comprati, possono avere paura. Ed è per questo che, quando si parla di potere, è molto importante che ci siano cambiamenti. Altrimenti si arriva a situazioni come quella che c’è oggi in Russia, o come quella che c’è stata in Germania, quando qualcuno resta al potere troppo a lungo, oppure quando arrivano al potere persone folli, guidate solo dal loro ego e dalla loro frustrazione.

Cosa pensa del potere?
Il potere è una cosa terribile ed è fondamentale che sia controllato dalla società.

A Roma lei ha vinto sia per il cinema nel 2006 sia per il teatro nel 2017?
Sono molto contento che di questa domanda e che non mi chiedi sul perché nel mio film si alternino il bianco e nero ai colori (ride).

Io amo Roma. Qui abbiamo tanti amici. È una città d’arte, è la città di Gogol, dove Gogol scrisse Le anime morte.
È una città dove quasi ogni cultura può trovare in qualche modo tracce di se stessa. È una grandissima città in cui si riflette tutta l’umanità, nel bene e nel male, nella sua storia.

È una città di grande bellezza, una bellezza che si incontra praticamente a ogni centimetro del proprio percorso. È come un grande cimitero, un cimitero bellissimo.
Ma ancora più importante è che è una città dove è stato fatto quel cinema che mi ha costretto, che mi ha spinto a fare cinema.

Roma è una città fondamentale per la storia del cinema.

Sì, è la città di quel cinema che mi ha fatto diventare regista.

Chi sono i registi che l'hanno più ispirato?
Questo per me è forse l’aspetto più importante: la città di Fellini, di Giulietta Masina, di Pasolini, di Antonioni, di Bertolucci.

È la città dove il cinema è leggenda. Anche se il cinema forse può scomparire, la leggenda rimane.
E noi amiamo le leggende e i miti.

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