
(Ph. Greta Mattiello)
Si è chiusa al Cinema Nuovo Sacher di Roma la XXI edizione di Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women, manifestazione dedicata al cinema indipendente delle donne diretta da Elena Rossi. Tre giorni di proiezioni, incontri e dialoghi con registe e attrici per raccontare storie spesso marginalizzate nei circuiti mainstream e riflettere sul ruolo politico e culturale del cinema contemporaneo.
Alla presenza del regista e produttore cinematografico Nanni Moretti sono stati consegnati i Premi del Pubblico assegnati dagli spettatori che hanno partecipato alle proiezioni del festival. L’edizione 2026 aveva come claim «The Power of Love» ed è stata dedicata a Edda Billi, storica figura del movimento femminista e lesbico italiano scomparsa nel 2026.
Per la sezione Documentari il Premio del Pubblico è andato allo statunitense A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot di Annie Laurie Medonis, presentato in anteprima italiana. Il film racconta la storia del «Bloodroot» di Bridgeport, nel Connecticut, spazio femminista e lesbico nato come ristorante vegano e libreria, rimasto aperto per quasi cinquant’anni.
Nella sezione Lungometraggi ha vinto il francese Des preuves d'amour, opera prima della regista Alice Douard, già presentata al Festival di Cannes 2025 e ai Rendez-Vous di Roma 2026. Protagoniste sono Ella Rumpf e Monia Chokri nei ruoli di Céline e Nadia, coppia in attesa della prima figlia che si confronta con le difficoltà del riconoscimento legale della madre non biologica.
Per i Cortometraggi il Premio del Pubblico è stato assegnato al canadese A mort le bikini! di Justine Gauthier. Il corto segue la storia di Lili, bambina di dieci anni che decide di nuotare senza la parte superiore del costume, mettendo in discussione le norme di genere imposte ai corpi infantili.
L’edizione 2026 ha avuto come testimonial Federica Rosellini, regista, performer, drammaturga e musicista elettronica tra le figure più originali del teatro contemporaneo italiano. Il festival si è aperto con la proiezione restaurata in 4K di When Night is Falling della regista canadese Patricia Rozema, presentata per la prima volta in Italia in questa versione.
Spazio anche al cortometraggio italiano con il panel «Senza chiedere il permesso: i female gazes nel cortometraggio italiano contemporaneo», dedicato agli sguardi femminili nel cinema breve.
Immaginaria 2026 segna inoltre l’uscita dalla direzione di Cristina Zanetti, fondatrice del festival insieme a Marina Genovese negli anni Novanta a Bologna. Introdotta da Elena Rossi, che l’ha definita
«una creativa a 360 gradi»
Zanetti ha annunciato l’intenzione di lavorare a un documentario dedicato proprio alla storia di Immaginaria, mantenendo comunque il proprio ruolo nel direttivo dell’Associazione culturale Visibilia Aps.
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