Roma, 13 maggio 2026
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Ai Musei Capitolini la mostra “Angeli”: un viaggio tra arte e spiritualità dedicato a Papa Francesco

Dal 13 maggio al 1° novembre 2026 ai Musei Capitolini di Roma la mostra “Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti”. Oltre opere dall’Antico al Contemporaneo dedicate alla memoria di Papa Francesco

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Ai Musei Capitolini la mostra “Angeli”: un viaggio tra arte e spiritualità dedicato a Papa Francesco

Dal 13 maggio al 1° novembre 2026 i Musei Capitolini di Roma ospitano la mostra “ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall'Antico al Contemporaneo”, allestita nelle sale terrene di Palazzo dei Conservatori e dedicata alla memoria di Papa Francesco, il Pontefice scomparso nel 2025 e noto nel mondo come il “Vescovo degli ultimi”.

L’esposizione, curata da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, propone un percorso tra arte e spiritualità attraverso opere provenienti da importanti musei italiani, collezioni private e istituzioni culturali. La mostra è promossa da Roma Capitale con l’Assessorato alla Cultura e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, presieduto da Giuseppe Lepore, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Un percorso tra messaggeri, custodi e viandanti

Il progetto espositivo ripercorre l’evoluzione dell’immagine angelica nell’arte occidentale, dal Medioevo fino al contemporaneo, con riferimenti anche alla tradizione paleocristiana. Dipinti, sculture e pergamene raccontano il ruolo degli angeli come ponte tra umano e divino.

Tre le sezioni principali ideate dai curatori: “I Messaggeri”, dedicata all’annuncio e alla speranza; “I Custodi”, incentrata sulla protezione divina; “I Viandanti”, che interpreta l’angelo come figura di guida e accompagnamento nel cammino dell’uomo.

Secondo i curatori Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, la mostra è dedicata a Papa Francesco perché «proprio come gli angeli protagonisti della rassegna, egli ha inteso interpretare la propria vocazione per il prossimo come un ponte tra cielo e terra».

Dai capolavori del Seicento alle opere contemporanee

La rassegna riunisce opere provenienti, tra gli altri, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, dalla Galleria degli Uffizi, dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma e dai Musei del Bargello.

Tra i capolavori esposti figurano “L’Angelo Custode” di Pietro da Cortona, datato 1656 e proveniente da Palazzo Barberini, “L’Angelo annunziante” di Carlo Dolci e il “San Matteo con l’Angelo” del Guercino, già parte delle collezioni capitoline.

Particolare attenzione è riservata anche ad opere raramente visibili al pubblico. Tra queste spicca “Angelo Custode” di Giovanni Antonio Galli, detto Lo Spadarino, concesso eccezionalmente dal Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno e conservato nella Chiesa di San Rufo a Rieti.

Le riletture contemporanee degli angeli

Il percorso si conclude con una sezione dedicata all’arte contemporanea, dove la figura angelica assume significati simbolici e metaforici. In mostra anche opere di Omar Galliani, come “Blu oltremare” e “Ri-annunciazione di una annunciazione”, insieme a “L’Angelo ribelle su fondo blu cupo” di Osvaldo Licini.

La mostra si presenta così come un itinerario che intreccia arte, fede e riflessione contemporanea, offrendo ai visitatori una lettura dell’angelo come figura universale di custodia, annuncio e speranza.

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