
Ottant’anni fa milioni di italiane entrarono in cabina elettorale per la prima volta, cambiando per sempre la storia del Paese. E oggi alle a Roma verrà ricordato quel momento decisivo con l’evento “1946-2026 Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni”, ospitato all’Accademia della Scherma – Casa delle Armi.
Promossa dalla ministra Eugenia Roccella e dal ministro Andrea Abodi, l’iniziativa vuole rendere omaggio a una conquista che ha segnato la nascita della moderna cittadinanza femminile. Ad aprire la serata sarà il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del giornalismo, con testimonianze di protagoniste dello sport italiano e momenti musicali.
Il suffragio femminile in Italia fu il risultato di un percorso lungo oltre mezzo secolo. Già nel 1912, con la riforma elettorale di Giovanni Giolitti, il voto venne esteso a quasi tutti gli uomini, ma le donne restarono escluse, alimentando il dibattito pubblico sul tema.
Nel 1925 il regime fascista concesse alle donne il voto amministrativo, mai realmente esercitato perché le elezioni locali furono di fatto svuotate di significato democratico. Solo con la caduta del fascismo e la fine della guerra il tema tornò centrale.
Il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1945 stabilì per la prima volta il suffragio universale femminile, riconoscendo alle donne il diritto di votare ma inizialmente non quello di essere elette. La piena eleggibilità arrivò poche settimane dopo, nel marzo 1946, aprendo la strada alla presenza femminile nelle istituzioni.
Alle elezioni per la Costituente furono elette 21 donne, ricordate come le “Madri Costituenti”, tra cui Nilde Iotti e Lina Merlin, protagoniste dei lavori che portarono alla stesura della Costituzione repubblicana.
Quel passaggio fu il risultato di una lunga battaglia civile iniziata già nei primi decenni del Novecento. Tra le figure simbolo di quella stagione c’è Teresa Mattei, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente, insieme alle attiviste dell’Unione Donne Italiane, che per anni avevano sostenuto la richiesta di suffragio universale.
Il percorso non fu semplice. Durante il periodo fascista ogni riforma in senso democratico era stata bloccata. Solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale si aprì lo spazio politico per riconoscere pienamente i diritti civili e politici delle donne.
In ottant’anni la partecipazione femminile è cresciuta molto, anche se restano sfide aperte sul piano della rappresentanza e delle pari opportunità.
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