Roma, 11 maggio 2026
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Il Tar del Lazio dà ragione al Campidoglio: legittimo il bando per le concessioni balneari dei lidi di Ostia

Respinti i ricorsi di alcuni concessionari contro l’avviso pubblico per l’affidamento di 31 concessioni demaniali marittime annuali. I giudici confermano la validità della «gara-ponte» voluta da Roma Capitale

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 3'
Il Tar del Lazio dà ragione al Campidoglio: legittimo il bando per le concessioni balneari dei lidi di Ostia

Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi presentati da alcuni concessionari dei lidi di Ostia contro il bando pubblicato dal Comune di Roma il 14 febbraio 2025 per l’affidamento di 31 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale romano per finalità turistiche e ricreative. Le tre sentenze dell’11 maggio, emesse dalla quinta sezione Ter del tribunale amministrativo, confermano la legittimità dell’avviso pubblico predisposto da Roma Capitale e rafforzano il percorso avviato dal Campidoglio per il riordino delle concessioni balneari sul litorale di Ostia.

I ricorsi dei concessionari

I concessionari avevano impugnato il bando contestando in particolare due aspetti: la durata annuale delle concessioni e il sistema della royalty previsto a carico degli aggiudicatari. Secondo i ricorrenti, la concessione non avrebbe potuto avere una durata inferiore ai cinque anni previsti dalla normativa ordinaria e il bando avrebbe introdotto una sorta di «concessione-ponte» non legittima. Contestata anche la previsione di una royalty calcolata sul fatturato complessivamente realizzato durante l’esercizio della concessione, ritenuta penalizzante rispetto alla base d’asta fissata con una percentuale del 2 per cento.

La decisione del Tar

Il Tar ha invece ritenuto non illegittimo l’impianto predisposto da Roma Capitale, osservando che il legislatore, prorogando le concessioni fino al 30 settembre 2027 — o, in alcuni casi, fino al 31 marzo 2028 — ha riconosciuto la necessità di un congruo lasso temporale per completare le procedure previste dal nuovo sistema di affidamento. Secondo i giudici, questa esigenza giustifica anche lo svolgimento di una gara temporanea che garantisca continuità dei servizi turistici e ricreativi sul litorale, in attesa delle future concessioni definitive. La sentenza sottolinea che una «gara-ponte» può consentire «l’ordinata programmazione delle più ambiziose procedure di affidamento» e allo stesso tempo assicurare la continuità dell’offerta balneare per cittadini e turisti.

La questione della royalty

Anche sul tema economico il tribunale ha dato ragione al Campidoglio. Il Tar ha ritenuto ragionevole la scelta di Roma Capitale di puntare su una logica di valorizzazione del patrimonio pubblico attraverso una royalty sul fatturato, che si aggiunge al canone stabilito secondo i criteri di legge, invece di affidarsi esclusivamente a un meccanismo di rialzo sul canone concessorio. Una formula che, secondo i giudici amministrativi, non presenta profili di irragionevolezza e rientra nella discrezionalità dell’amministrazione.

Verso il riordino del litorale

La decisione rappresenta un passaggio importante nel più ampio percorso di riorganizzazione del litorale romano e si inserisce nel processo di superamento delle proroghe e degli affidamenti temporanei, in vista delle future gare pluriennali previste anche dal nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili. Per il Campidoglio si tratta di un ulteriore tassello verso la ridefinizione del rapporto tra Ostia e il suo mare, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, qualità dei servizi e valorizzazione del patrimonio pubblico.

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