Roma, 8 maggio 2026
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Roma adotta il nuovo Piano Arenili: più spiagge libere, stop al «lungomuro» e gare pluriennali per le concessioni

La Giunta approva il nuovo Pua del litorale di Ostia: previsti oltre 30 varchi pubblici verso il mare, il 57 per cento dell’arenile destinato alla fruizione pubblica e nuove regole per stabilimenti, servizi e tutela degli edifici storici

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Roma adotta il nuovo Piano Arenili: più spiagge libere, stop al «lungomuro» e gare pluriennali per le concessioni

La Giunta di Roma Capitale ha approvato la proposta di delibera di adozione del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (Pua), uno strumento atteso da oltre vent’anni che punta a ridisegnare il rapporto tra la città e il mare, avviando una nuova fase per il litorale di Ostia. La delibera dovrà ora essere approvata dall’Assemblea Capitolina e rappresenta un passaggio decisivo nel percorso avviato nel novembre 2022 con la prima adozione del piano e l’avvio della Valutazione Ambientale Strategica (Vas).

Il recepimento della Vas e il nuovo assetto del litorale

Il nuovo testo recepisce integralmente gli esiti della Vas della Regione Lazio e introduce una serie di approfondimenti strategici per garantire maggiore sostenibilità e una gestione più equilibrata del litorale. Tra questi figurano il riequilibrio tra spiagge libere e concessioni, una mappatura completa delle concessioni esistenti, la definizione della capacità di carico dei singoli ambiti, la gestione dei flussi e delle aree di sosta e una nuova cartografia con la localizzazione puntuale delle diverse zone di utilizzo. Su un totale di 16,8 chilometri di costa, il piano interviene su 11,27 chilometri, di cui 6,49 già destinati a spiagge a libera fruizione.

Le concessioni e le spiagge pubbliche

Il litorale viene suddiviso in 81 Unità minime di intervento (Umi), ciascuna destinata a una specifica funzione: stabilimenti balneari, spiagge libere con servizi, esercizi di ristorazione con spiaggia abbinata, attività sportive e ricreative, noleggio di imbarcazioni e una unità destinata alle colonie marine e alle attività socio-assistenziali. Complessivamente il Pua prevede 50 concessioni e 31 spiagge a pubblica fruizione, comprese 11 spiagge collegate a concessioni di ristorazione. Oltre il 57 per cento dell’arenile in metri lineari e circa il 58 per cento della superficie saranno destinati alla fruizione pubblica, superando il minimo del 50 per cento previsto dalla normativa regionale.

Addio al «lungomuro»: oltre 30 nuovi accessi al mare

Uno degli interventi più significativi riguarda l’abbattimento del cosiddetto «lungomuro», la barriera fisica e visiva che per anni ha separato Ostia dal suo mare. Il piano prevede oltre 30 varchi pubblici distribuiti lungo tutto l’arenile, con una distanza massima di 300 metri tra un accesso e l’altro e una larghezza minima di 3 metri. Ogni accesso condurrà direttamente a una spiaggia libera. Inoltre, la fascia di battigia entro i cinque metri dalla linea del mare dovrà rimanere sempre libera da attrezzature, garantendo il transito h24. Anche la visuale del mare viene tutelata: almeno metà del litorale dovrà assicurare la libera vista del mare e questo vincolo del 50 per cento sarà esteso a ogni singola concessione.

Nuovi standard per gli stabilimenti

Ogni stabilimento balneare dovrà rispettare precisi standard strutturali e operativi: saranno obbligatori un punto ristoro, cabine o spogliatoi che non ostacolino la vista del mare, servizi igienici adeguati e accessibili ai disabili, sistemi di primo soccorso, dispositivi per il risparmio idrico ed energetico e la pulizia quotidiana dell’arenile con raccolta differenziata. Saranno inoltre previste aree Wi-Fi e zone fumatori all’aperto adeguatamente segnalate. Per le nuove strutture il piano promuove l’utilizzo di materiali naturali e a basso impatto ambientale come legno e laterizio, vietando cemento armato e strutture permanenti ad alto impatto visivo.

Destagionalizzazione e tutela degli edifici storici

Il Pua disciplina anche la destagionalizzazione del litorale, consentendo ai concessionari di mantenere aperte le attività anche nei mesi da ottobre ad aprile, con eventi culturali, sportivi e ambientali. In cambio sarà richiesto il mantenimento di servizi essenziali come servizi igienici, piccola ristorazione e manutenzione delle aree. Grande attenzione anche alla tutela degli edifici balneari storici, considerati elementi identitari del litorale. I concessionari avranno l’obbligo di conservarli e valorizzarli nel rispetto delle caratteristiche architettoniche originarie.

Gualtieri: «Uno strumento atteso da vent’anni»

«Compiamo un altro passaggio importante per dare a Roma uno strumento atteso da vent’anni e aprire una fase nuova nella gestione del litorale», ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri. «Con questo Piano mettiamo mano alla riqualificazione complessiva del mare di Roma e definiamo regole chiare. Rafforziamo l’accessibilità agli arenili, superiamo il lungomuro e fissiamo confini certi per gli stabilimenti», ha aggiunto, sottolineando l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva entro la fine della consiliatura.

Veloccia e Zevi: «Passo decisivo per il rilancio di Ostia»

Per l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, il nuovo Pua rappresenta «un ulteriore passo avanti nella valorizzazione del litorale di Roma» e un impianto strategico per restituire centralità a Ostia sia per i romani sia per i turisti. L’assessore al Patrimonio Tobia Zevi sottolinea invece che, una volta approvato definitivamente il piano, sarà possibile pubblicare i bandi pluriennali per la gestione delle concessioni balneari. «Sarà così possibile recuperare le strutture abbandonate da troppi anni, oltre a ricucire finalmente quella separazione insopportabile tra Ostia e il suo mare, costruita con cemento e proroghe», ha spiegato. Il nuovo Pua si affianca anche all’imminente avvio della prima fase dei lavori del Parco del Mare, confermando il piano di rilancio complessivo del litorale romano.

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