Roma, 8 maggio 2026

Emergenza Cinghiali, intesa tra Regione Lazio e Campidoglio: «Ora interventi entro 48 ore»

L'accordo tra Rocca e Gualtieri punta dunque a restituire decoro a una città che ha visto i limiti di velocità scendere drasticamente in alcune arterie proprio per evitare incidenti stradali causati dall'improvviso attraversamento degli animali

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Emergenza Cinghiali, intesa tra Regione Lazio e Campidoglio: «Ora interventi entro 48 ore»

Un cambio di passo netto, una «piena assunzione di responsabilità». Così è stato definito l’accordo di collaborazione approvato dalla Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, che sancisce una nuova strategia coordinata con il comune di Roma per affrontare quella che da molti è considerata un’emergenza strutturale.

Coordinamento e tempi certi

L'intesa, nata su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giancarlo Righini, punta a superare l’immobilismo del passato.

Infatti gli interventi di contenimento dovranno scattare entro 24-48 ore dalle segnalazioni. In questo nuovo quadro la Regione Lazio assume il ruolo di coordinatore tecnico e operativo per il controllo della fauna selvatica, mentre il Campidoglio garantirà il supporto logistico e il monitoraggio capillare del territorio, avvalendosi in prima linea della Polizia Locale.

«Oggi possiamo operare anche nella città di Roma grazie al superamento delle restrizioni legate alla zona rossa per la PSA (Peste Suina Africana)», ha spiegato l’assessore Giancarlo Righini. «È un cambio di passo fondamentale: la sicurezza dei cittadini e la tutela delle imprese agricole vengono prima di tutto. Non possiamo più permetterci ritardi o sottovalutazioni». L’accordo prevede inoltre lo stanziamento di risorse dedicate, garantendo trasparenza nell'uso dei fondi e risultati misurabili nel breve periodo.

Un biennio di assedio

La necessità di un intervento «di ferro» è dettata da una cronaca che, tra il 2025 e i primi mesi del 2026, ha registrato un’escalation di episodi. Sebbene il virus della PSA sia sotto controllo, la presenza fisica dei cinghiali è diventata una costante della vita urbana.

Nel marzo 2025, i video di un branco che stazionava davanti a un supermercato nel quartiere Boccea erano diventati virali, scatenando proteste per l'impossibilità dei residenti di scaricare la spesa in sicurezza. Poco dopo, ad aprile, la zona sud della città ha vissuto scene paradossali con ungulati che attraversavano regolarmente sulle strisce pedonali in via Cesare Pavese.

A febbraio del 2026 anche i residenti del Laurentino 38 hanno denunciato avvistamenti quotidiani in via Salvatore Quasimodo, segnalando la presenza di esemplari «ormai giganti» e privi di timore verso l’uomo, arrivati a ridosso dei giardini delle scuole e delle aree gioco, con reti di recinzione divelte. Nello stesso periodo, l'ordinanza ministeriale «tolleranza zero» e il ritrovamento di carcasse infette alle porte di Fiumicino hanno mantenuto altissima la tensione sanitaria. L'ultimo allarme, in ordine di tempo, arriva dal quadrante Nord di Roma, dove i cittadini lamentano l'impossibilità di uscire con cani e bambini nelle ore serali senza il rischio di incontri ravvicinati potenzialmente aggressivi.

Obiettivo: sicurezza e vivibilità

L'accordo tra Rocca e Gualtieri punta dunque a restituire decoro a una città che ha visto i limiti di velocità scendere drasticamente in alcune arterie proprio per evitare incidenti stradali causati dall'improvviso attraversamento degli animali. La sfida politica è ora trasformare il protocollo in azione: «Riporteremo sotto controllo una situazione che ha creato troppi disagi», assicura Righini. La parola passa ora alle squadre operative, con l'obiettivo di liberare i quartieri più critici e prevenire nuovi incidenti che, negli ultimi due anni, hanno messo a dura prova la pazienza dei romani.

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