Roma, 21 luglio 2026
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Goletta dei Laghi al Turano: acque senza criticità, ma serve una gestione condivisa

La quarta tappa laziale di Goletta dei Laghi arriva al lago del Turano, in provincia di Rieti. Legambiente conferma l’elevata qualità delle acque del Turano e del Salto e chiede più vigilanza contro rifiuti e incuria.

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
Goletta dei Laghi al Turano: acque senza criticità, ma serve una gestione condivisa

Le acque dei laghi del Turano e del Salto non presentano criticità, ma la tutela dei due bacini reatini richiede una gestione coordinata tra istituzioni, enti e comunità locali. È quanto emerso durante la quarta tappa nel Lazio di Goletta dei Laghi, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e alla salvaguardia degli ecosistemi lacustri.

L’incontro si è svolto nel centro diurno di Paganico Sabino, comune affacciato sul lago del Turano, e ha coinvolto cittadini, associazioni e amministratori del territorio. Nel corso dell’appuntamento sono stati presentati i risultati delle analisi effettuate sui due principali bacini della provincia di Rieti: il lago del Turano e il lago del Salto, separati dalla Riserva naturale regionale dei Monti Navegna e Cervia.

Anche quest’anno, secondo quanto comunicato dall’associazione ambientalista, non sono state rilevate criticità nei punti sottoposti a monitoraggio. Un risultato che conferma l’elevato valore ambientale dei due laghi e il ruolo che possono svolgere per lo sviluppo turistico sostenibile delle aree interne del Lazio.

Il nodo della gestione dei due bacini

Nonostante la buona qualità delle acque, resta complessa la gestione del Turano e del Salto. Le competenze sono distribuite tra il soggetto che gestisce la produzione idroelettrica, la Regione Lazio, la Provincia di Rieti, la comunità montana e i comuni rivieraschi.

Una frammentazione che, secondo Legambiente, rende necessario elaborare un regolamento condiviso e rafforzare il coordinamento tra i diversi enti coinvolti.

Il problema diventa particolarmente evidente durante l’estate, quando sulle rive dei laghi aumenta il numero di visitatori in cerca di refrigerio. Alla crescita delle presenze si accompagnano spesso l’abbandono di rifiuti, l’incuria e la necessità di una maggiore vigilanza.

Per affrontare queste difficoltà, il circolo Legambiente Valli del Salto e del Turano propone una gestione congiunta del territorio e la creazione di un sistema strutturato di guardie ecologiche volontarie, in grado di collaborare con amministrazioni e autorità competenti.

Legambiente: risorse idriche sempre più strategiche

Giorgio Salvucci, presidente del circolo Legambiente Valli del Salto e del Turano, e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, hanno sottolineato le potenzialità ambientali e turistiche dei due bacini, richiamando però l’attenzione sulla necessità di proteggerli dagli effetti della crisi climatica e dalla pressione crescente dei visitatori.

«I laghi del Salto e del Turano sono luoghi magnifici da riscoprire e riempire di vita, con una qualità dell’acqua altissima e una chiave di sviluppo sostenibile eccellente. Complementi alle amministrazioni per la gestione dei due laghi, dove continuano a non emergere criticità dalle nostre analisi».

Secondo i rappresentanti dell’associazione, l’aumento delle temperature renderà questi luoghi sempre più frequentati e accrescerà il valore strategico delle risorse idriche disponibili.

«Questi luoghi sono d’immenso valore, fornendo ristoro e refrigerio ai frequentatori, che stanno aumentando e continueranno ad aumentare, anche dato l’innalzamento delle temperature. Nell’era della crisi climatica la disponibilità di risorse idriche sane sarà sempre meno scontata e più strategica».

Tra le priorità indicate da Legambiente ci sono il completamento dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue, il contrasto all’abbandono dei rifiuti e il sostegno ai piccoli comuni, che dispongono di risorse sempre più limitate per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle sponde.

«In questo luogo, dove i piccoli comuni rivieraschi hanno sempre minori risorse per affrontare ordinaria e straordinaria manutenzione, la forza del volontariato, in simbiosi con le istituzioni e le autorità preposte, è una tra le migliori risposte possibili alle necessità di monitoraggio».

La richiesta alla Regione Lazio e alla Provincia di Rieti

Legambiente ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Regione Lazio per chiedere l’applicazione sul territorio della nuova normativa sulle guardie ambientali volontarie. L’associazione ha inoltre sollecitato la Provincia di Rieti a sostenere i percorsi di gestione collettiva già avviati e condivisi dalla maggior parte degli amministratori locali.

«Ci rivolgeremo alla Regione per attivare qui la nuova norma sulle guardie ambientali volontarie e chiediamo alla Provincia di sostenere i percorsi di gestione collettiva che abbiamo messo in campo e che vengono appoggiati dalla grandissima parte degli amministratori».

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Danilo D’Ignazi, sindaco di Paganico Sabino, e Riccardo Nini, sindaco di Ascrea, due dei comuni interessati dalla tutela e dalla valorizzazione del lago del Turano.

La tappa di Goletta dei Laghi si è conclusa con una passeggiata tra i vicoli del centro storico di Paganico Sabino e con una visita al Belvedere della Rocca, punto panoramico affacciato sul bacino reatino.

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