Roma, 13 maggio 2026
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Giornata contro l'omotransfobia, la città sceglie il rispetto: «Contrastare l’odio è un dovere collettivo»

Non solo una ricorrenza, ma una risposta politica e sociale a un’emergenza che continua a segnare le strade della Capitale

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Giornata contro l'omotransfobia, la città sceglie il rispetto: «Contrastare l’odio è un dovere collettivo»

In occasione del 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia, la Città metropolitana di Roma Capitale ha confermato con forza la propria adesione alla campagna della rete RE.A.DY.

La rete, che dal 2008 vede l'Ente tra i suoi partner più attivi, riunisce Regioni ed Enti Locali in un fronte comune per smantellare le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere.

Un manifesto per il cambiamento

Il messaggio visuale di quest’anno nasce da una sinergia interregionale: il manifesto è stato infatti realizzato dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con le associazioni LGBT+ del territorio. Un'immagine che diventa simbolo di un impegno che supera i confini amministrativi per farsi cultura diffusa.

«Come riportato nella campagna, contrastare l’odio è una responsabilità collettiva», ha dichiarato Tiziana Biolghini, Consigliera delegata alle pari opportunità, politiche sociali e cultura della Città metropolitana. «È nostro dovere diffondere una cultura del rispetto tra gli amministratori e nei 121 comuni dell’Area. Le nuove generazioni ci guardano: ragazzi e ragazze non devono essere portatori degli errori del passato, ma di messaggi positivi per lo sviluppo socio-culturale del nostro territorio».

La scia di odio: i fatti di cronaca 2025-2026

L'urgenza di tali iniziative è sottolineata dai gravi episodi di cronaca che hanno colpito Roma negli ultimi diciotto mesi. Tra il 2025 e l’inizio del 2026, la città ha registrato diversi episodi di violenza, dall’aggressione di Capodanno 2025 a una coppia omosessuale picchiata da un branco di dieci persone, fino ai raid omofobi dello scorso settembre a Largo Argentina e La Storta.

Poi anche all'inizio del 2026, con i ripetuti assedi di una baby gang alla sede dell'associazione GenderX e il pestaggio di un venticinquenne avvenuto a marzo, per il quale tre minorenni sono stati sottoposti a misure cautelari con l'accusa di aver agito con l'unico scopo di umiliare la vittima per il suo orientamento.

Istituzioni in prima linea

Di fronte a questo scenario, l'adesione a RE.A.DY non è un atto formale. Rappresenta uno spazio di interscambio per attuare politiche concrete di tutela, cercando di trasformare Roma e la sua provincia in un luogo dove il semplice gesto di tenersi per mano non sia più un atto di coraggio, ma la normalità. La sfida lanciata dalla Città Metropolitana è chiara: la lotta alla discriminazione parte dalle porte delle istituzioni per arrivare in ogni quartiere, affinché il 17 maggio diventi, finalmente, il racconto di una libertà conquistata.

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