Roma, 12 maggio 2026
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«Senza trenino non si può stare»: la Casilina scende in piazza domenica 17 maggio per riattivare il tramvetto

Sarà un momento di rivendicazione collettiva per chiedere risposte concrete a una giunta capitolina che, secondo i residenti, ha sottovalutato l'impatto della chiusura di un'infrastruttura vitale

di Anita Armenise - TEMPO DI LETTURA 2'
«Senza trenino non si può stare»: la Casilina scende in piazza domenica 17 maggio per riattivare il tramvetto

A oltre due mesi dallo stop forzato dello storico trenino giallo della Casilina, i comitati di quartiere, i commercianti e i pendolari hanno deciso di alzare la voce.

L'appuntamento è fissato per domenica 17 maggio alle 17 a Largo Perestrello, da dove partirà un corteo di protesta al grido di un hashtag che è già diventato un manifesto: #senzanonsipuo

La mobilitazione e il percorso del corteo

Il corteo partirà da Largo Bartolomeo Perestrello e si snoderà lungo Via della Marranella e l'omonima piazza, per poi immettersi su Via Casilina e concludersi simbolicamente a Piazza del Pigneto. Sarà un momento di rivendicazione collettiva per chiedere risposte concrete a una giunta capitolina che, secondo i residenti, ha sottovalutato l'impatto della chiusura di un'infrastruttura vitale.

Il fallimento delle alternative e la bolgia umana

Quello che i cittadini denunciano sono attese interminabili alle fermate degli autobus, dove passano anche 30 o 40 minuti prima di vedere un mezzo all'orizzonte.

I mezzi, raccontano, sono spesso strapieni, tanto da rendere impossibile l'ingresso se non ingaggiando uno scontro fisico con gli altri passeggeri. All'interno, ci si ritrova schiacciati tra gomiti, urla e spintoni, in un ambiente dove è difficile persino respirare, mentre il bus resta perennemente ostaggio del traffico.

Il parere degli esperti e la paralisi di Torpignattara

Sulla vicenda è intervenuto con fermezza Amedeo Trolese, responsabile mobilità di Legambiente Lazio, il quale ha sottolineato come la metro C non copra il tratto strategico tra viale della Primavera e Torpignattara, lasciando scoperta una fetta significativa di territorio. Per l'associazione, il riavvio della linea è una soluzione necessaria per evitare un ulteriore e ingiustificato peggioramento del trasporto pubblico. Anche Andrea Tortorelli di Odissea Quotidiana ha evidenziato come non siano solo i pendolari a soffrire, ma anche i commercianti della zona, che si sentono orfani di un collegamento che è sempre stato il loro punto di riferimento e senza il quale un'intera porzione di quartiere viene tagliata fuori dai flussi cittadini.

L'incognita dei costi e il futuro della linea

Lo stop al tranvetto giallo, avvenuto dopo l'incidente del 4 marzo, sembrerebbe legato a una prescrizione di Ansfisa che imporrebbe lavori sulla tratta a binario compenetrato per un costo di circa 10 milioni di euro. Questo scenario alimenta il timore concreto che il servizio non venga più riattivato fino all'inaugurazione della nuova linea Termini-Tor Vergata, prevista però tra non meno di quattro lunghi anni.

Per i residenti, l'idea di potenziare semplicemente la linea 105 ha il sapore di una presa in giro, poiché aggiungere grossi autobus in una strada già satura non farebbe altro che aumentare il caos.

I cittadini chiedono che la ferrovia venga mantenuta in esercizio fino all’effettivo inizio dei cantieri della nuova tramvia, rivendicando il fondamentale diritto a spostarsi senza che questo si traduca in un'impresa disperata.

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