
Orso Bruno Marsicano (Wikimedia Commons, @Mykola Pokalyuk, CC BY-SA 4.0)
La Giunta regionale del Lazio ha approvato lo schema di Accordo tra pubbliche amministrazioni per l’attuazione del Piano d’Azione per la tutela dell’orso bruno marsicano, il PATOM, per il triennio 2026-2028.
Il via libera è arrivato su proposta dell’assessore all’Agricoltura, ai Parchi e alle Foreste della Regione Lazio, Giancarlo Righini. L’obiettivo è dare continuità e rafforzare le azioni già avviate negli anni precedenti per la conservazione di una sottospecie unica al mondo, classificata come in pericolo critico di estinzione e caratterizzata da una popolazione numericamente molto ridotta.
L’accordo coinvolge, oltre alla Regione Lazio, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, le Regioni Abruzzo e Molise, i Parchi nazionali interessati e il Comando Unità Carabinieri Forestali Ambientali e Agroalimentari.
Il nuovo accordo prevede un investimento complessivo di 270mila euro nel triennio. Le risorse saranno destinate a interventi di prevenzione dei danni, monitoraggio genetico e territoriale, riduzione dei rischi legati alle attività antropiche, tutela degli habitat e contrasto alle minacce illegali.
Una parte centrale delle azioni sarà dedicata anche alla gestione della convivenza tra uomo e orso. Il programma prevede interventi coordinati per la messa in sicurezza delle fonti trofiche, la prevenzione degli incidenti stradali e il rafforzamento delle attività di controllo e vigilanza sul territorio.
In questo quadro, il Lazio viene indicato come un’area strategica di connessione e di espansione dell’areale della specie, in particolare nei comprensori dei Monti Simbruini-Ernici e della Duchessa-Cicolano.
Con l’approvazione dello schema di accordo, ha dichiarato Righini, la Regione Lazio «conferma il proprio impegno concreto nella tutela dell’Orso bruno marsicano, una specie simbolo della nostra biodiversità e patrimonio unico dell’Appennino centrale». Per l’assessore, il nuovo accordo rappresenta «un passo fondamentale per rafforzare il coordinamento tra istituzioni, migliorare le azioni di prevenzione e garantire una convivenza sempre più equilibrata tra attività umane e fauna selvatica».
Righini ha sottolineato anche il legame tra tutela ambientale e sviluppo dei territori: «Investire nella conservazione significa anche valorizzare i nostri territori e promuovere uno sviluppo sostenibile che tenga insieme ambiente, comunità locali e sicurezza».
La deliberazione si inserisce nel quadro degli obblighi europei e internazionali in materia di tutela della fauna e degli habitat naturali. L’obiettivo indicato dalla Regione è consolidare un modello di governance condivisa, basato sulla cooperazione tra istituzioni e su un approccio integrato alla gestione della biodiversità.
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