
Il giardino di Ninfa (Fonte: Visit Lazio)
Il Giardino di Ninfa riaprirà al pubblico il 21 e 22 marzo 2026, in coincidenza con il primo weekend di primavera. La Fondazione Caetani ha reso disponibile online il calendario delle aperture, che copriranno i weekend e i giorni festivi da marzo a novembre. Da luglio ad agosto, sono previsti anche percorsi serali al tramonto dal venerdì alla domenica. Le prenotazioni saranno effettuabili esclusivamente tramite il sito ufficiale.
Le visite comprendono non solo il giardino storico, celebre per la sua atmosfera romantica e il ricco patrimonio botanico, ma anche altre proprietà dei Caetani. Tra queste spicca il Parco Pantanello, un’area di circa cento ettari dove sono stati ricreati gli ambienti umidi dell’antica Pianura Pontina, e il Castello Caetani, situato nel borgo medievale di Sermoneta.
Marzo: 21, 22, 28, 29
Aprile: 4, 5, 6, 11, 12, 18, 19, 25, 26
Maggio: 1, 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23, 24, 30, 31
Giugno: 2, 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28
Luglio: 3, 4, 5, 10, 11, 12, 17, 18, 19, 24, 25, 26, 31
Agosto: 1, 2, 7, 8, 9, 14, 15, 16, 21, 22, 23, 28, 29, 30
Settembre: 5, 6, 12, 13, 19, 20, 26, 27
Ottobre: 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31
Novembre: 1, 7, 8
Dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000, il Giardino di Ninfa rappresenta uno dei complessi storici e botanici più importanti del Paese. Il suo nome richiama un antico tempio romano dedicato alle divinità delle acque sorgive.
La zona, un tempo parte della Campagna e Marittima, entrò nell’amministrazione pontificia nell’VIII secolo. Dall’XI secolo Ninfa fu governata da diverse famiglie nobiliari, tra cui i Tuscolo e i Frangipane, fino all’arrivo dei Caetani nel 1298, quando Benedetto Caetani, futuro Papa Bonifacio VIII, acquistò la città per il nipote Pietro II.
Nel XIV secolo Ninfa fu devastata durante il Grande Scisma e, a causa della malaria, non fu più ricostruita. Restano oggi i ruderi di cinque chiese, i cui affreschi sono conservati nel Castello Caetani di Sermoneta. Nel XVI secolo il cardinale Nicolò III Caetani realizzò un hortus conclusus, coltivando agrumi pregiati, mentre nel XVII secolo anche il Duca Francesco IV contribuì alla sistemazione del giardino prima di abbandonarlo.
Alla fine dell’Ottocento i Caetani tornarono sul territorio e, grazie all’impegno di Ada Bootle Wilbraham e dei figli Gelasio e Roffredo, furono bonificate le paludi e realizzato un giardino in stile anglosassone, con cipressi, lecci, faggi, rose e il restauro di alcune rovine tra cui il palazzo baronale.
Negli anni Trenta del Novecento Marguerite Chapin aprì il giardino a letterati e artisti, mentre Lelia Caetani, ultima giardiniera e pittrice, curò il giardino introducendo nuove specie di piante e il rock garden chiamato “colletto”. Nel 1972 fondò la Fondazione Roffredo Caetani per preservare il giardino e il castello di Sermoneta.
Il Giardino di Ninfa ospita una ricca varietà di piante e fiori: ciliegi e meli ornamentali, magnolie decidue, betulle, iris palustri e aceri giapponesi. L’area si estende per oltre otto ettari, con più di 1.300 piante censite e circa cento specie di uccelli.
Le visite guidate sono disponibili durante le giornate di apertura, mentre i gruppi organizzati possono prenotare percorsi personalizzati tutto l’anno. Le scuole hanno la possibilità di partecipare a visite guidate dedicate nei mesi di aprile e maggio.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi